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Roseto, attentato esplosivo ai danni di una pizzeria: tre arresti

Roseto, attentato esplosivo ai danni di una pizzeria: tre arresti

ROSETO, 19 maggio – Questa mattina i carabinieri del nucleo operativo e radiomobile della Compagnia di Giulianova e della stazione di Roseto degli Abruzzi, coadiuvati dai militari della compagnia di Castello di Cisterna, hanno  arrestato, su ordinanza di custodia cautelare due uomini e una donna ritenuti responsabili dell’esplosione avvenuta lo scorso 5 febbraio alla pizzeria Anima Concept di Roseto. La misura,  emessa dal Gip del tribunale dell’Aquila su richiesta della Direzione distrettuale antimafia, ha portato in carcere A.P., di 36 anni, di origini campane ma domiciliato a Roseto e S.R., 38 anni, di Pomigliano D’Arco mentre per S.M., 38anni, di Roseto, (compagna di A.P.) sono stati disposti gli arresti domiciliari.

I tre devono rispondere a vario titolo e in concorso tra loro,  di accuse che vanno dalla tentata estorsione mediante l’utilizzo del metodo mafioso al danneggiamento alla  turbata libertà dell’industria e del commercio.
I fatti contestati agli indagati risalgono all’alba del 5 febbraio, quando un ordigno piazzato nei pressi della pizzeria deflagrò, danneggiando gravemente non solo l’esercizio commerciale ma anche un’abitazione sovrastante. La forte esplosione scardinò infatti la vetrata della cucina, mandando in frantumi le altre vetrate della facciata del locale e i vetri delle finestre dell’appartamento al primo piano dell’edificio.

Le attività investigative (avviate dalla procura  di Teramo) sono state coordinate dalla Direzione distrettuale antimafia dell’Aquila e, come ricostruito dai carabinieri, avrebbero permesso di acquisire importanti elementi probatori a carico dei tre presunti autori dell’attentato esplosivo. Attentato che secondo gli inquirenti, che hanno ipotizzato fin dal primo momento che si trattasse di un atto intimidatorio a scopo estorsivo, sarebbe stato  motivato da dissapori e rancori maturati tra imprenditori concorrenti nel settore della ristorazione.

Gli accertamenti, in particolare, sempre secondo i militari, avrebbero permesso di accertare come il 3 febbraio  A.P. e la sua compagna si siano recati a Napoli per reclutare S.R., esperto di esplosivi e attivo in ambienti malavitosi campani. Il 5 i tre sarebbero poi arrivati insieme a Roseto (anche se con due macchine distinte) e una volta arrivati nei pressi della pizzeria S.R. avrebbe posizionato e fatto esplodere la bomba per poi tornarsene a Napoli.

In una nota i carabinieri hanno evidenziato come “il fatto commesso dai tre è stato connotato dal cosiddetto metodo mafioso. Infatti, A.P., prima del grave gesto intimidatorio e vantando le sue conoscenze con noti esponenti della malavita campana, aveva minacciato alcuni dei soci della pizzeria, inducendoli a temere per la loro sorte e per la loro attività lavorativa”.

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