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Scoperta la truffa delle vendite online, 11 pescaresi nei guai: 8 persone ai domiciliari /VIDEO

Scoperta la truffa delle vendite online, 11 pescaresi nei guai: 8 persone ai domiciliari /VIDEO


PESCARA, 31 maggio – Vendevano sui più noti marketplace, attraverso annunci fittizi, oggetti hi-tech, notebook, strumenti musicali, motori fuoribordo e altro materiale vario, inducendo gli utenti ad eseguire delle ricarice su carte di credito prepagate, ma poi non consegnavano la merce. Sono però stati scoperti dalla Polizia Postale di Pescara, che stamani ha eseguito undici misure cautelari: per otto persone sono scattati gli arresti domiciliari, mentre tre sono state sottoposte ad obbligo di dimora. Sono tutti pescaresi, responsabili a vario titolo di associazione per delinquere dedita alla commissione di truffe e di illecito utilizzo di strumenti di carte di credito. Il giro di affari ricostruito su 37 carte è di oltre 210mila euro.

Le misure, emesse dal gip del tribunale di Pescara Nicola Colantonio, traggono origine da una lunga attività investigativa condotta dagli agenti del Compartimento Polizia Postale e delle Comunicazioni di Pescara, diretti da Elisabetta Narciso sotto il coordinamento della locale Procura della Repubblica. Gli indagati sono complessivamente 33.

I truffatori, approfittando delle distanza tra il luogo della proposta e quello di acquisto, facevano credere alle vittime, grazie ad annunci ben curati, che il bene esistesse davvero.

Attraverso servizi di osservazione ed acquisizione di immagini relative ai prelievi effettuati agli sportelli Atm, al monitoraggio delle carte prepagate ricaricabili oltre che ad attività tecniche, la Polizia Postale ha raccolto elementi che hanno consentito di ricostruire le truffe.

L’attività di monitoraggio è stata condotta per un periodo di circa quattro mesi sulle carteprepagate ricaricabili, su cui arrivavano, sotto forma di ricarica o bonifico, somme di denaro riconducibili a truffe operate sul web.

Ai responsabili si è arrivati grazie all’analisi delle liste movimenti e alle immagini degli sportelli in cui i truffatori – diversi dagli intestatari delle carte – prelevavano i soldi.

Le misure restrittive sono state eseguite in collaborazione con il Compartimento Polizia Postale di Ancona, la locale Squadra Mobile e il Reparto Prevenzione Crimine Abruzzo della Questura.

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