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Teramo, Premio Gianni Di Venanzo: a Vaclav Vich l’Esposimetro d’oro alla memoria

Teramo, Premio Gianni Di Venanzo: a Vaclav Vich l’Esposimetro d’oro alla memoria


TERAMO, 22 settembre – In attesa dell’appuntamento ufficiale del 14 ottobre la giuria del 22° Premio Internazionale per la fotografia cinematografica ‘Gianni Di Venanzo’ continua a rendere noti i nomi degli autori che saranno premiati nella cerimonia del mese prossimo. Tra questi Vaclav Vich, al quale andrà l’Esposimetro d’oro alla memoria.

Vaclav Vich, boemo naturalizzato italiano, è nato a Karlovy Vary (Repubblica Ceca) il 18 gennaio 1898 quando la città si chiamava Karlsbad in Boemia ed era  parte dell’Impero austro-ungarico ed è morto a Siusi (Bolzano) il 24 agosto 1966. Iniziò a lavorare come fotoreporter quando venne chiamato alle armi durante la prima guerra mondiale. Dopo la fine del conflitto rientrò a Praga e cominciò a entrare nel mondo del cinema come assistente operatore di Otto Heller. Dal 1923 passò alla direzione della fotografia per due film cecoslovacchi e nel 1929 si guadagnò attenzione a livello internazionale con il melodramma Erotikon.

Da quel momento la sua carriera praticamente non conobbe soste; lavorò intensamente in diverse nazioni, in Germania, Austria, Francia e Svezia. Poi, seguendo il regista Gustav Machaty, nel 1936 approdò a Roma, nella Cinecittà fascista dove fu accolto con tutti gli onori: si vide affidare le più importanti produzioni dell’epoca, spesso al fianco di Alessandro Blasetti, da Ettore Fieramosca (1938) al lussureggiante La corona di ferro (1941), che si può considerare il capolavoro di questo asso della fotografia mitteleuropea. Sopravvissuto al crollo del regime di Mussolini, nel dopoguerra rimase in Italia e, in coppia con Domenico Scala, si aggiudicò il Nastro d’Argento per il bianco e nero del film Daniele Cortis (1947) di Mario Soldati. Ma non legò con i cineasti della generazione del Neorealismo. Negli ultimi anni della sua vita insegnò tecniche di ripresa a Roma.

La giuria del Premio, presieduta dal critico e saggista cinematografico Stefano Masi, ha inteso premiarlo per la sua carriera e per gli autentici capolavori firmati soprattutto a cavallo degli anni ’30 e ’40 del secolo scorso e anche per la carica innovativa espressa in quegli anni in cui fornì un contributo fondamentale per lo svecchiamento dell’immagine del cinema italiano.

A ritirare il riconoscimento sarà l’attore Ivan Franek, connazionale di Vich, protagonista del corto Timballo del regista abruzzese Maurizio Forcella e apprezzato in numerosi film tra cui ricordiamo La grande bellezza di Paolo Sorrentino e Brucio nel vento di Silvio Soldini.

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