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Teramo, Provincia: assegnate le deleghe. Di Bonaventura: “Una squadra che deve dare speranza”

Teramo, Provincia: assegnate le deleghe. Di Bonaventura: “Una squadra che deve dare speranza”


TERAMO 17 novembre –  Una squadra che “deve dare speranza e quindi come prima cosa deve sorridere”. Ha esordito così, questa mattina, il presidente Diego Di Bonaventura nel presentate i consiglieri delegati per materia, di cui quattro sono espressione della lista “La forza del territorio con Astolfi”.

Nello specifico edilizia scolastica, ambiente e consorzi, servizio civile sono andate a Severino Serrani; le politiche per la zona montana a Giovanni Tiberi; i progetti comunitari, il dialogo con il territorio e le relazioni con il capoluogo a Giustino D’Innocenzo; le politiche sociali e volontariato e le pari opportunità ad Ambra Foracappa; l’organizzazione scolastica e servizi di rete, trasporti e mobilità a Domenico Pavone. A Mario Nugnes (gruppo misto) sono state riassegnate le deleghe viabilità e urbanistica mentre la vicepresidenza è stata conferita allo steso Severino Serrani.

Altre deleghe, ha specificato il Presidente, saranno assegnate dopo una valutazione più complessiva anche in rapporto ai tempi e ai modi di elezione del nuovo consiglio: quello attuale scade a gennaio ma ancora non sono chiari gli intendimenti del Governo in questo senso.

Di Bonaventura, al momento, ha poi conservato per sé le deleghe alla pianificazione, programmazione, strategia e marketing territoriale.

“Le Province, negli ultimi anni, hanno dovuto agire in perenne stato emergenziale, i motivi sono tanti e noi ne abbiamo qualcuno in più considerate le calamità naturali che abbiamo dovuto affrontare – ha spiegato il neo presidente della Provincia –  ma bisogna tornare a pianificare a progettare ad avere una visione. Dobbiamo essere più bravi degli altri e vincere il campionato con le altre province”.

Il sindaco di Notaresco è poi intervenuto anche sulle questioni contingenti:

“Piano neve e Gran Sasso Teramano andavano affrontate subito perché l’Ente aveva accumulato dei ritardi, ora stiamo sciogliendo una serie di nodi – ha detto – Mentre per quanto concerne la delega alle politiche sociali e al volontariato qualcuno mi ha fatto notare che sono competenze regionali. Bene, la mia è una provocazione: visto che la Regione è lontana e tanti cittadini continuano a considerare la propria casa i Comuni e le Province, chiederemo alla Regione di mettere uno sportello sociale dentro la Provincia perché sono tante le persone che si rivolgono a noi e che non hanno nemmeno i soldi per pagarsi il viaggio alla Regione”.

Un passaggio, infine, anche sul dimensionamento scolastico e la vicenda del Pascal-Comi-Forti:

“E’ la mia scuola, figuriamoci se voglio chiuderla. Non ha i numeri per l’autonomia e per evitare che la Regione facesse accorpamenti e per mantenere la reggenza abbiamo avanzato un’idea di lungo termine – ha spiegato – Abbiamo salvato la reggenza e adesso ci sediamo e ragioniamo con i comitati, con gli studenti e soprattutto con l’amministrazione comunale. Loro hanno pieno titolo alla concertazione. Il Pd invece, che sta strumentalizzando questa vicenda, non ne ha, anche perché si tratta di ipotesi già paventate nella passata consiliatura. Vorrei una Provincia più ricca e aperta di mente non ci attacchiamo a fatti privi di consistenza perché anch’io avrei molto da dire ma non credo sia un buon modo di servire la collettività2.

Un aspetto sul quale è intervenuto anche il neo vicepresidente Severino Serrani:

“Siamo pronti al dialogo con chiunque e comunque abbiamo seguito le indicazioni che arrivavano dal mondo della scuola. Per quanto riguarda il Pascal-Forti tenete presente che prima bisogna ristrutturare e adeguare sia le strutture di Via San Marino che quelle della Cona, destinatari di cospicui finanziamenti e completare l’intervento al Comi – ha detto –  Quindi stiamo parlando di ipotesi che in ogni caso e qualunque siano gli intendimenti e le decisioni che saranno prese dalla consulta non potranno attuarsi prima di due o tre anni”.

Poi uno sguardo al futuro:

“C’è bisogno di riorganizzare l’ente per uscire dalla fase emergenziale, pensare alla programmazione e soprattutto riuscire a spendere i finanziamenti che abbiamo – ha concluso il neo presidente Di Bonaventura – E per riorganizzare bisogna guardare al passato dell’ente, alla sua storia e al peso e al ruolo che ha avuto”.

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