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Teramo, tavolo di lavoro sul terremoto: polemiche per l’assenza dei parlamentari 5 stelle

Teramo, tavolo di lavoro sul terremoto: polemiche per l’assenza dei parlamentari 5 stelle


TERAMO, 22 ottobre – La terza riunione del comitato istituzionale sisma 2016-2017 si è caratterizzata soprattutto per l’assenza dei parlamentari cinque stelle, la cui mancata partecipazione al tavolo, convocato  dal presidente regionale vicario Giovanni Lolli in vista dell’inizio del confronto (questo pomeriggio a Roma) sul Decreto Genova, ha suscitato non poche polemiche.

All’interno del provvedimento, infatti, per decisione del Governo, dovrebbero trovare spazio alcune scelte riguardanti il terremoto in centro Italia: in cima alla lista quelle relative alla proroga dello stato di emergenza e al rafforzamento tecnico/amministrativo dell’ ufficio regionale della ricostruzione.

“La loro assenza sottolinea il più grave problema della ricostruzione, ovvero la sottovalutazione delle questioni aperte – ha dichiarato fra gli altri il sindaco del capoluogo Gianguido D’Alberto – al momento non abbiamo alcuna certezza che venga prorogato lo stato di emergenza e che vengano assunti provvedimenti per potenziare ufficio regionale della ricostruzione”.

A sottolineare l’assenza dei parlamentari cinque stele anche il presidente della Provincia Renzo Di Sabatino:

“Peccato, questa era una riunione molto operativa, si potevano capire bene le ragioni dei sindaci e dei territori”

Unico parlamentare presente l’onorevole Stefania Pezzopane, che ha illustrato gli emendamenti presentati, quelli bocciati e quelli ‘accantonati’,  sottolineando come ci siano “troppe disparità di trattamento fra quanto si prevede per Genova e quanto si sta facendo per la post ricostruzione del centro Italia“.

“Abbiamo un decreto emergenza ci sono molti emendamenti per migliorare le procedure, troppo complicate; per mettere soldi per il rilancio produttivo; per diminuire le tasse; noi stiamo combattendo ma stamattina sono mancati gli interlocutori – ha detto Pezzopane –  Questa non è una riunione qualsiasi, il comitato è previsto dalla legge, quindi si viene, si partecipa e ci si confronta. Molti degli emendamenti presentati anche da me sono stati bocciati e adesso vado in Parlamento a difendere quelli accantonati e fra questi la proroga dei professionisti impiegati negli uffici della ricostruzione senza i quali tutto si ferma”.

Fra le buone notizie quella annunciata da Giovanni Lolli dell’arrivo di cinque professionisti all’ufficio della ricostruzione:

“Naturalmente non è risolutivo ci sono 29 persone ma ne servono almeno cinquanta. Aspettiamo di incontrare il nuovo commissario e vediamo come affrontare anche questo aspetto tutt’altro che secondario  – ha sottolineato il presidente vicario –  Il terremoto dell’Aquila ci ha insegnato che sulla ricostruzione non ci sono e non ci possono essere steccati di partito ma che le istituzioni locali devono conquistarsi ogni risultato perché spesso non c’è la dovuta comprensione rispetto alla consistenza dei problemi “.

Lolli ha anche proposto di costituire un comitato ristretto di sindaci in maniera da avere un raccordo più agile fra territori, Regione e struttura commissariale.

Le polemiche sull’assenza dei parlamentari cinque stelle non ha lasciato indifferenti i diretti interessati, con il portavoce alla Camera Antonio Zennaro che ha sottolineato come la convocazione per il tavolo odierno in Provincia sia arrivata in un clima di polemiche “che hanno portato in più occasioni a una rottura dei toni istituzionali da parte dello stesso presidente vicario Lolli e della giunta“.

“In particolare nei giorni scorsi le critiche sono culminate in maniera diretta verso l’attività legislativa dei parlamentari di maggioranza impegnati in commissione nella discussione del decreto Genova – ha dichiarato Zennaro – Non ultime le dichiarazioni polemiche rilasciate dal presidente vicario Lolli riguardo l’emendamento secondo cui il nuovo commissario alla ricostruzione potrà emanare le proprie ordinanze senza previa intesa con i Presidenti regionali, strumentalizzando l’intento di avviare un decisivo snellimento sia da un punto di vista burocratico che operativo, attraverso un maggiore dialogo con i sindaci e le comunità coinvolte nella ricostruzione”.

Da qui la decisione di non partecipare all’incontro, ritenendo che non ci fosse una reale volontà di collaborazione istituzionale.

“Come parlamentari del territorio siamo sempre stati e saremo a disposizione ed a supporto di voi sindaci – ha concluso Zennaro nella nota – l’obiettivo rimane fare tutto il possibile per avviare finalmente una vera ricostruzione, dopo anni di ritardi che hanno responsabilità chiare e ben identificabili in chi fino ad oggi ha gestito il processo”.

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