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Terminal bus ad Anagnina, i sindacati: “Scelta che penalizza ancora una volta gli abruzzesi”

Terminal bus ad Anagnina, i sindacati: “Scelta che penalizza ancora una volta gli abruzzesi”


PESCARA, 7 novembre – Non si placano le polemiche, in Abruzzo, sulla decisione dell’amministrazione Raggi di trasferire alla stazione Anagnina  il terminal bus attualmente ubicato a Tiburtina. E così dopo i sindaci di L’Aquila e Teramo a contestare duramente l’annunciato spostamento sono le confederazioni regionali di Cgil, Cisl e Uil che sottolineano come il provvedimento , se attuato, andrebbe ancora una volta a penalizzare pesantemente i cittadini abruzzesi e, nello specifico, tutti quelli che utilizzano il trasporto pubblico per raggiungere la capitale per motivi di studio, di lavoro o per esigenze sanitarie.

“Senza voler entrare nel merito delle motivazioni che avrebbero indotto la giunta comunale della capitale ad assumere questa decisione – scrivono Del Fattore, Malandra e Lombardo in una nota congiunta – crediamo non si possa ignorare che un simile provvedimento, dal quale peraltro non si evince con chiarezza se sia definitivo o temporaneo (ed eventualmente per quanto tempo), andrà inevitabilmente a peggiorare le condizioni di migliaia di pendolari che stanno già pagando un prezzo salato in materia di penalizzazioni per l’incuria e la miopia anche della politica abruzzese. Si pensi ad esempio ai disagi e ai rischi connessi all’attraversamento delle arterie autostradali A24 e A25, sulle quali persistono condizioni di sicurezza non proprio rassicuranti pur in presenza di pedaggi esorbitanti e tra i più cari d’Italia”.

I sindacati ricordano anche la carenza delle infrastrutture ferroviarie e la vetustà dei treni destinati all’Abruzzo,  “tra i più vecchi d’Italia e che determinano tempi di percorrenza che sono francamente antistorici e addirittura superiori rispetto a quelli che registravano trent’anni fa quando l’alta velocità nemmeno esisteva”, così come all’esclusione della nostra regione dai nove corridoi europei, le cosiddette reti TEN-T istituite a inizio anni novanta dalla commissione europea con l’obiettivo di aumentare l’efficienza e la sostenibilità dei sistemi di trasporto, di migliorare i servizi di mobilità e la loro accessibilità ai viaggiatori e alle merci, puntualmente assicurate ai cittadini delle restanti regioni.

“In questo desolante contesto nel quale ai pendolari abruzzesi non vengono fornite alternative di mobilità – concludono i sindacati – Cgil Cisl e Uil reputano davvero intollerabile che si possa decidere addirittura di peggiorare le condizioni della sola modalità che ad oggi consente agli abruzzesi di raggiungere la capitale in tempi accettabili”.

 

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