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Abruzzo, 20 associazioni in prima linea contro i roghi. Ecco la “Carta per la lotta agli incendi”

Abruzzo, 20 associazioni in prima linea contro i roghi. Ecco la “Carta per la lotta agli incendi”


PESCARA, 12 gennaio – Una “Carta per la lotta agli incendi boschivi nella regione Abruzzo”, redatta da 20 associazioni che si sono mobilitate in seguito ai roghi che hanno devastato la regione la scorsa estate, insieme a 5 organizzazioni scientifiche. Il documento, di 6 pagine, sarà illustrato alla Conferenza dei capigruppo del Consiglio regionale, al presidente della Giunta Regionale Luciano D’Alfonso e al sottosegretario con delega alla Protezione Civile Mario Mazzocca.

Alla base della visione che ha ispirato la Carta, l’idea che per annullare o comunque ridurre al minimo possibile il rischio che si sviluppino incendi boschivi è necessario pianificare azioni ben definite nelle fasi di: 1) prevenzione; 2) gestione dell’emergenza; 3) restauro/manutenzione. Conseguentemente, il documento è articolato in tre specifici capitoli.

Nella fase della prevenzione si chiede, tra l’altro, alla Regione, ai Comuni e ai Parchi Nazionali, ciascuno per le proprie competenze, di garantire il buon funzionamento di un sistema di sorveglianza e controllo del territorio; di fare formazione e informazione; di inserire le tematiche   relative agli incendi boschivi nell’abito istituzionale delle strategie di adattamento tese a fronteggiare e a limitare le conseguenze del riscaldamento globale e della destabilizzazione climatica. Più nel dettaglio si esorta la Regione a dotarsi di una seria politica forestale, dando piena attuazione alla propria legge regionale 3/2014, accorpando sotto un unico Dipartimento le politiche forestali, assieme al Paesaggio e Ambiente, e affidando ad un unico Servizio tutti gli aspetti della gestione dei boschi, compresi usi civici e tratturi.

Inoltre si invita la Regione a monitorare e attuare gli adempimenti previsti dal PAIB (Piano Anti Incendi Boschivi), che va periodicamente aggiornato con procedimenti trasparenti e condivisi e che ha bisogno di dotazioni idonee, in termini finanziari, oltre che di uomini e mezzi. Analogamente – secondo le associazioni – va rimodulato con urgenza il PSR (Piano di sviluppo Rurale), tenendo in maggior conto le tematiche forestali e portando i fondi assegnati nella misura 8.3.1 “Investimenti a protezione delle superfici forestali” dagli attuali 3.000.000 di euro (pari allo 0,7% del totale) ad almeno 30.000.000 di euro (7% del totale), in linea con quanto previsto da altre Regioni italiane.

Infine nella Carta si chiede l’istituzione di un “Comitato Scientifico per i Boschi e le Foreste”, con funzioni consultive, costituito da esperti in materia forestale, ma anche da geologi, naturalisti, biologi e da un rappresentante delle associazioni di protezione ambientale.

Circa le azioni di emergenza, nel documento si sottolinea come sia fondamentale organizzare interventi immediati con squadre a terra. “I mezzi aerei – rimarcano le associazioni – sono infatti complementari, ma non possono mai essere sostitutivi del lavoro compiuto sul posto, l’unico che porta davvero allo spegnimento degli incendi. A questo proposito è fondamentale poter disporre di un consistente numero di personale di pronto intervento, specializzato, munito di dispositivi di protezione individuale, di mezzi e di attrezzature, organizzato in squadre autosufficienti che dispongano di un D.O.S. (Direttore delle Operazioni dello Spegnimento, figura da creare con priorità assoluta)”. La Carta suggerisce anche alcune possibili modalità di reperimento di tale personale con un sapiente impiego del volontariato.

Sul terzo punto, il restauro e la manutenzione delle aree percorse da incendi, l’idea di base è quella di lasciar fare alla natura, intervenendo solo là dove assolutamente necessario, con la consulenza del già citato “Comitato Scientifico per i Boschi e le Foreste”. In ogni caso –  a giudizio dei redattori della Carta – “la biomassa parzialmente combusta non va mai ceduta a fini lucrativi e anzi deve essere riutilizzata in loco al fine di realizzare interventi stabilizzanti del suolo”. Si invita inoltre la Regione a garantire la ricostruzione del sistema vivaistico regionale, oggi in abbandono.  Questo anche per avere, in prospettiva, piante arboree e arbustive tipiche della vegetazione spontanea locale a disposizione per una più corretta gestione dei boschi, nel pieno rispetto anche delle norme di legge.

Le associazioni chiedono infine alla Regione la sospensione della caccia, per almeno due anni, in tutto il territorio regionale o, in alternativa, per 15 anni nelle zone aperte alla caccia adiacenti alle aree percorse dal fuoco, e di farsi promotrice, coinvolgendo la Conferenza Stato-Regioni, presso il Ministero della Giustizia, della richiesta di istituire una Procura Speciale Anti-incendi boschivi.

Le associazioni che hanno dato vita alla Carta sono Ambiente e/è Vita, AIPIN Abruzzo, Archeoclub d’Italia, Cai-Tam, Collettivo Studentesco Pescara, Conalpa, Ecoistituto Abruzzo, Fondazione Genti d’Abruzzo, Italia Nostra, Legambiente, Le Majellane, Lipu, Lo Spaz, Marevivo, Mila Donnambiente, Mountain Wilderness, Pro Natura, Scienza Under 18 Pescara, Soha, WWF.

Le cinque organizzazioni scientifiche coinvolte sono invece Università della Tuscia Viterb, Sabina Universitas Rieti, Società Italiana per il Restauro Forestale, Società Italiana di Scienze della Montagna, Centro Italiano Studi e Documentazione sugli Abeti Mediterranei.

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