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Il Pd teramano ai tre consiglieri usciti dal partito: “Rientrate, siamo l’unica alternativa al centrodestra”

Il Pd teramano ai tre consiglieri usciti dal partito: “Rientrate, siamo l’unica alternativa al centrodestra”


TERAMO, 16 giugno – Un partito sempre più autoreferenziale, incapace ancora una volta di comprendere il malessere che da tempo si è generato al suo interno e della scollatura con il territorio. E’ quello emerso questa mattina nella conferenza stampa convocata dal segretario provinciale in fretta e furia dopo che ieri mattina l’ex capogruppo Gianguido D’Alberto e i consiglieri Ilaria De Sanctis e Francesca Chiara Di Timoteo hanno comunicato la loro uscita dal partito e la volontà di formare un nuovo gruppo consiliare, pensando ad un nuovo progetto politico “realmente alternativo” al centrodestra. Una scelta motivata da questioni di metodo e contenuti, alla quale questa mattina il segretario provinciale Gabriele Minosse e i tre consiglieri comunali “superstiti” del Pd hanno risposto invitando i tre a ripensarci lanciando anche l’esca del sostegno a D’Alberto alle primarie.

“Ci dispiace dell’uscita dei tre consiglieri comunali, perché abbiamo fatto un percorso insieme e li invitiamo a ripensarci e a tornare indietro perché vogliamo continuare questo percorso – ha esordito il neo capogruppo in consiglio Maurizio Verna – Possiamo capire ci siano stati problemi, possiamo capire le incomprensioni. Non tutti hanno la stessa visione, non tutti la pensano allo stesso modo, però le battaglie si combattono dall’interno. Io ne sono un esempio. Anche se ci sono posizioni differenti crediamo in questo partito”.

Insomma, Verna invita al confronto. Quel che confronto che i tre consiglieri uscenti hanno denunciato essere sempre mancato all’interno del Pd teramano. Ma per chi è rimasto il Pd è l’unica alternativa al centrodestra.  Le esperienze di realtà non sembrano aver insegnato nulla. Al contrario c’è chi, come Alberto Melarangelo, rivendica una sorta di unicità teramana. Il leit motiv è sempre lo stesso: divisi si perde, fuori dal Pd c’è il nulla e le civiche senza Pd non prendono un voto.

“Il Pd è l’unica alternativa al centrodestra, non ce ne sono altre – ha detto Melarangelo – Teramo è diverso dagli altri luoghi, siamo nella capitale del centrodestra abruzzese. Invitiamo i tre consiglieri a tornare indietro, nel partito in cui sono stati eletti. Bisogna anche riflettere su cosa è successo a chi ha fatto scelte di questo tipo. Ci sono state liste civiche nelle scorse elezioni che non sono nemmeno entrate in consiglio”.

Insomma, per Melarangelo il destino di un eventuale nuovo progetto politico è già segnato: un’esperienza extra Pd sarebbe un “errore oltre che un orrore politico”.

“Li invito a rientrare e a fare azioni politiche – ha continuato – noi non siamo come il centrodestra, siamo l’alternativa”.

Sulla stessa linea il consigliere Flavio Bartolini, così come il segretario provinciale Minosse che però prova a togliersi qualche sassolino dalle scarpe, passando però per un segretario a cui il partito è completamente sfuggito di mano:

“In questi mesi sono successe tante cose, tante emergenze, forse avevamo anche qualcos’altro a cui pensare – ha detto – c’è un gruppo consiliare che ha lavorato, D’Alberto era il capogruppo, anche lui aveva l’opportunità di organizzare il partito .Quello che è successo mi dispiace, sono amareggiato personalmente. Non ho ricevuto nemmeno una chiamata. Accade spesso che qualcuno la mattina si svegli e apra una discussione sul niente. Ci si poteva confrontare. Poi sul fatto che si parlasse delle primarie, la giunta Brucchi stava per cadere, quando se ne sarebbe dovuto parlare?”

E proprio sulle primarie Melarangelo prova a lanciare l’amo:

“Alle primarie – ha detto – gran parte dell’elettorato e del gruppo dirigente avrebbe sostenuto D’Alberto”.

L’analisi politica, alla fine, è ferma al palo. Senza considerare il teatrino che ha accompagnato l’apertura della conferenza stampa, con il consigliere Giainluca Pomante che dopo essersi presentato provocatoriamente nella sede del Pd è stato invitato ad uscire.

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