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Pescara-Parma 1-4, Delfino da incubo. Epifani fa peggio di Zeman, contestato Sebastiani

Pescara-Parma 1-4, Delfino da incubo. Epifani fa peggio di Zeman, contestato Sebastiani


PESCARA, 10 marzo – Un altro pauroso passo indietro. Chi pensava che il Pescara abulico e spuntato delle ultime settimane avesse raschiato il fondo, dopo la gara di oggi contro il Parma ha dovuto ricredersi. Non c’è stato neanche il classico sussulto d’orgoglio legato al cambio di panchina. I biancazzurri sono apparsi ancora più confusi, timidi e impacciati. Non c’è dubbio che una sola settimana di lavoro, per il nuovo tecnico Massimo Epifani, sia un arco di tempo insufficiente per lasciare il segno. La prestazione imbarazzante sfoggiata oggi da Brugman e compagni, caratterizzata da clamorosi svarioni difensivi, dall’assoluta inconsistenza in fase di costruzione e da una totale impotenza in area avversaria, non rappresentano però un buon viatico per il prosieguo della stagione. C’è davvero molto da lavorare. Il gruppo, che non sembra evidenziare qualità tecniche eccelse, d’ora in avanti dovrà guardarsi le spalle. Bisognerà provare ad intervenire sulla testa dei giocatori. Finora, infatti, i biancazzurri sono mancati innanzitutto sul piano caratteriale.

Il Pescara della nuova era Epifani si presenta in campo con il 4-2-3-1: Coda e Perrotta centrali, Crescenzi e Mazzotta terzini. Brugman e Valzania in mediana, con Yamga, Mancuso e Falco dietro l’unica punta Pettinari. In Curva Nord esposto uno striscione in ricordo del giovane Alessandro Neri, assassinato all’inizio della settimana in circostanze misteriose.

PRIMO TEMPO

Partita subito viva in avvio, con le due squadre che si affrontano a viso aperto. Al 7′ gran botta di Brugman dalla distanza, la palla sfiora la traversa. Tre minuti dopo il Parma passa in vantaggio, con Baraye che va sul fondo sulla corsia di sinistra e mette un pallone al centro dell’area dove irrompe Calaiò che corregge in rete. Colpevolmente ferma la difesa biancazzurra. Cambiano i moduli e gli allenatori, ma – evidentemente – non l’atteggiamento superficiale degli uomini che compongono la retroguardia del Delfino.

Al 13′ risponde il Pescara con un calcio di punizione di Falco: altro sopra la traversa. Ancora il Parma pericoloso, al 16′, con un colpo di testa di Insigne, completamente fuori misura. I biancazzurri accusano il colpo, non riescono ad impostare la manovra e subiscono costantemente  l’iniziativa avversaria.  Al 21′ assist di Calaiò dalla sinistra e Dezi, solo davanti a Fiorillo, alza troppo. Emiliani vicini al raddoppio. Imbarazzante la prestazione di Coda, molto statico e capace di sbagliare ogni disimpegno.

Il Parma giganteeggia in area di un Pescara tramortito e impotente. Al 24′ Lucarelli incorna di testa, la traversa salva Fiorillo. Nonostante la presenza di due centrali difensivi di struttura, i biancazzurri riescono a perdere sistematicamente ogni duello aereo. Al 28′ torna a farsi vedere il Pescara, con un’azione confusionaria Brugman-Pettinari, ma l’attaccante del Delfino non inquadra la porta avversaria. Rispetto al Pescara di Zeman, la squadra di Epifani cerca di manovrare soprattutto per vie orizzontali. Il gioco, però, risulta poco fluido e troppo prevedibile. Sempre pericoloso, invece, il Parma, che sfiora il gol al 40′, con l’ennesimo colpo di testa, questa volta di Calaiò. Ancora una volta bruciato sul tempo Coda.

SECONDO TEMPO

La ripresa si apre nello stesso modo in cui si era chiusa la prima frazione. Biancazzurri imbambolati e Parma in attacco, con veemenza e determinazione, alla caccia del gol che potrebbe chiudere la partita. Baraye e Insigne pungono a più riprese, la difesa del Pescara si salva come può. La palla scotta tra i piedi dei giocatori del Delfino, che non riescono a collezionare più di due passaggi consecutivi. Al 9′, su un pallone buttato in mezzo all’area, Pettinari e Yamga si ostacolano a vicenda. Un minuto dopo buona progressione di Brugman in ripartenza, palla a Falco sulla sinistra, assist al centro dell’area, ma la difesa emiliana sventa.

Al quarto d’ora Epifani tenta la carta Bunino. Esce Falco. Un minuto dopo Insigne si divora una ghiotta occasione in area del Pescara: il suo tiro a giro finisce alle stelle. Al 24′ penetra in aerea Pettinari, mette in mezzo per Mancuso, ma fa muro la difesa avversaria. Sul ribaltamento di fronte va in gol il neo-entrato Ceravolo, in ripartenza, in sospetta posizione di fuorigioco. Zero a due e partita chiusa.

I biancazzurri affondano e il Parma ne approfitta, al 27′, con Gagliolo, dopo un’incursione di Ceravolo in area. E’ un Pescara da incubo, senza mezzi tecnici e privo di un minimo di orgoglio. Sugli spalti divampano i cori di contestazione nei confronti del presidente Sebastiani. Al 34′ arriva il gol della bandiera di Bunino, che deposita in rete al termine di un’azione insistita di Pettinari. Quattro minuti dopo è Scavone a calare il poker di testa, per il Parma, con la difesa biancazzurra totalmente fuori posizione. E’ un disastro.

 

Pescara (4-2-3-1): Fiorillo, Crescenzi, Coda, Perrotta, Mazzotta, Brugman, Valzania, Yamga (23′ st Capone), Falco (15′ st Bunino), Mancuso, Pettinari (43’st Cappelluzzo). A disposizione: Savelloni, Balzano, Fornasier, Cocco, Fiamozzi, Machin, Gravillon, Capone, Carraro, Coulibaly. All. Massimo Epifani

Parma (4-3-3): Frattali, Gazzola, Iacoponi, Lucarelli (31’st Di Cesare), Gagliolo, Munari, Dezi, Scavone, Insigne (40’st Frediani), Calaiò (23’st Ceravolo), Baraye. A disposizione: Nardi, Dini, Mazzocchi, Ciciretti, Da Cruz, Anastasio, Barillà, Di Gaudio, Sierralta. All. Roberto D’Aversa

Arbitro: Illuzzi di Molfetta

Reti: 10′ Calaio (PR), 69′ Ceravolo (PR), 72′ Gagliolo (PE), 79′ Bunino (PE), 83’Scavone (PR)

Corner: 4-2 per il Parma

Ammoniti: Valzania (PE), Gazzola (PR), Baraye (PR)

Spettatori: 7.072

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