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Ancarano, incendio alla Italpannelli: patteggiano i tre imputati per il rogo

Ancarano, incendio alla Italpannelli: patteggiano i tre imputati per il rogo


TERAMO, 26 ottobre  – A poco più di un anno dall’incendio alla Italpannelli di Ancarano il procedimento giudiziario sul rogo si è chiuso con tre patteggiamenti davanti al gup. Davanti al giudice, con l’accusa di incendio colposo, erano finiti sia i due titolari di altrettante ditte esterne che stavano effettuando dei lavori manutenzione con una saldatrice sul tetto dell’azienda, Fabrizio Cervone e Fiorenzo Girolami, sia un operaio di una delle due ditte, Vittorio Cervone, tutti difesi dall’avvocato Massimo Comini del foro di Ascoli Piceno.

Girolami e Vittorio Cervone hanno patteggiato una pena ad 1 anno ed 8 mesi, mentre Fabrizio Cervone ha patteggiato 1 anno e 6 mesi.

L’incendio avvenne il 29 marzo del 2016, mandando in fumo oltre 15mila metri quadri di stabilimento e  provocando danni per oltre 20 milioni di euro, con la Procura che dopo aver chiuso le indagini aveva chiesto il rinvio a giudizio dei tre imputati. Imputati che successivamente hanno chiesto ed ottenuto di patteggiare.

Quel giorno, secondo quando ricostruito nel corso delle indagini, Fiorenzo Girolami e Vittorio Cervone erano impegnati in dei lavori di saldatura su un soppalco e stavano utilizzando una saldatrice dalla quale partirono alcune scintille che raggiunsero del materiale infiammabile che si trovava nelle vicinanze, provocando così l’incendio.

Da qui l’accusa per i due di incendio colposo, in quanto secondo la Procura non avrebbero rispettato il documento unico di valutazione dei rischi da interferenza, secondo il quale avrebbero dovuto delimitare con schermi idonei le operazioni di saldatura ed allontanare dall’area interessata i materiali infiammabili.

Accusa, quella di incendio colposo, contestata in concorso anche a Fabrizio Cervone, titolare della ditta per la quale lavorava Vittorio Cervone, la cui colpa, secondo la Procura, era quella di non aver vigilato e non aver informato l’operaio delle cautele che avrebbe dovuto adottare nello svolgimento del lavoro.

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