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Bepi Pillon e la ricostruzione del Pescara

Bepi Pillon e la ricostruzione del Pescara

PESCARA, 28 aprile – Dall’ arrivo di Giuseppe Pillon, si è  finalmente visto un Pescara diverso. Lo dicono le prestazioni ed i risultati. Il nuovo còrso, infatti, ha prodotto un ottimo pareggio ottenuto contro il Palermo in terra di Sicilia, dove, dopo una gara condotta con personalità e diligenza, i biancazzurri avrebbero anche potuto vincere se Brugman non avesse vanificato l’opportunità del penalty giustamente  concesso. Un altro buon punto è maturato in spettacolare rimonta contro il Bari in casa, da 0-2 a 2-2. Purtroppo l’unica sconfitta si è avuta soltanto nei minuti finali contro la Pro Vercelli, dopo che gli abruzzesi erano rimasti in dieci dal 10′ per l’ espulsione dell’incosciente Crescenzi. A riportare tuttavia entusiasmo nei tifosi, è arrivata la convincente vittoria sul demotivato Spezia. Gli evidenti meriti dell’allenatore veneto sono, a nostro avviso, di duplice origine: morale e tecnico-tattico.

Quella morale si evidenzia facilmente nell’atteggiamento sereno che i giocatori mostrano in campo, la conseguenza più significativa è quindi il recupero dell’autostima. Le giocate vengono più facili e il gioco ne beneficia.

L’altra, di tipo tecnico-tattico, è da rintracciare nella scelta del modulo per il quale Pillon ha optato: il 4-3-3.

Confessiamo che si è trattato di una sorpresa. Trovandosi il Pescara in piena lotta per non retrocedere e dopo l’era Zeman, ci si sarebbe aspettato un modulo più guardingo e concreto. Niente di tutto questo, il neo tecnico ha intelligentemente scelto  un sistema che evidentemente i giocatori conoscevano bene per averlo praticato in tanti mesi. In questo modo il Pescara è ripartito dalle certezze e, a giudicare dalle prestazioni offerte, la scelta si è rivelata giusta. Certamente si tratta di una squadra più equilibrata e meno sbarazzina, tuttavia il gioco resta comunque piacevole e redditizio.

La scelta di un centrocampo dinamico, Valzania, e di qualità, Brugman e Machin, sembrerebbe una felice intuizione. almeno fino ad ora.

Esiste a questo punto il rammarico di non aver deciso di assumere Pillon qualche giornata prima, forse oggi staremmo a parlare di un altro tipo di lotta, quella per i play off.

Daniele Astolfi

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