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Emergenza maltempo, i sindaci di centrodestra: “La Provincia di Pescara ha fallito”

Emergenza maltempo, i sindaci di centrodestra: “La Provincia di Pescara ha fallito”


PESCARA, 2 febbraio – I sindaci e gli amministratori di centrodestra della Provincia di Pescara, capitanati dal consigliere regionale di Lorenzo Sospiri e dai consiglieri provinciali Vincenzo D’Incecco e Lorenzo Silli, attaccano i vertici dell’ente sulla gestione dell’emergenza maltempo. Alla conferenza stampa, che si è svolta questa mattina in Regione, hanno partecipato primi cittadini, assessori e consiglieri comunali di Villa Celiera, Pianella, Brittoli, Collecorvino, Scafa, Catignano, Vicoli, Cepagatti, Spoltore, Montesilvano e Pescara. Altri hanno dato la propria adesione, ma non hanno avuto la possibilità di partecipare all’incontro.

“L’immane tragedia di Rigopiano ha chiaramente oscurato le tantissime situazioni di crisi a cui la stragrande maggioranza dei comuni della provincia di Pescara sono stati e sono sottoposti a causa degli eventi sisma e neve che si sono susseguiti in 15 terribili giorni – dicono gli esponenti di centrodestra -. Solo il senso del dovere degli amministratori locali e la professionalità del 118 di Pescara e dei vigili del fuoco ed un po’ di buona sorte hanno impedito di dover raccontare la perdita di altre vite umane. Per giorni i comuni hanno dovuto fronteggiare, pressoché da soli, frane, strade bloccate da metri di neve lasciati accumulare, dissesti della rete viaria, rischio alluvioni e totale balck-out elettrico”.

Poi l’affondo contro l’amministrazione provinciale guidata dal presidente Antonio Di Marco:

“Registriamo, documentandolo, il totale fallimento dell’operato della Provincia di Pescara, che vantava di avere un piano neve costato 100.000 euro, pronto a contrastare ogni emergenza, e di tutte le altre strutture deputate per legge ad affrontare le emergenze. Il nostro intento non è solo quello di denunciare gli enormi sacrifici a cui siamo stati sottoposti e con noi le comunità che amministriamo, ma vigilare affinché non si ripeta più che un’abbondante nevicata possa mandare in crisi una intera regione e nel nostro caso quasi tutto il territorio della provincia di Pescara”.

Come risposta a quanto accaduto, gli amministratori di centrodestra hanno elaborato una serie di proposte, che verranno consegnate alle istituzioni nazionali, regionali e provinciali:

1. il Governo Nazionale sta per approvare un decreto legge specifico per la nostra regione. Riscontriamo l’esiguità delle risorse stanziate per risarcire le attività produttive danneggiate di quattro regioni, ovvero 80 milioni di euro, non ci pare sufficientemente ampia la platea della sospensione delle tasse, non ci risulta presente la possibilità di ottenere i Musp in attesa di verificare i livelli di tenuta sismica delle scuole.

2. Il Governo deve concedere all’Abruzzo che lo stanziamento dei fondi per il “Patto per il Sud”, così detto “Masterplan”, non sia erogato nelle dieci annualità disposte ma in tre e la Giunta Regionale deve rimodulare la programmazione in favore degli enti locali che devono avere i fondi per l’abbattimento del dissesto idrogeologico alluvionale e valanghifero, messa in sicurezza sismica di tutto il patrimonio pubblico della Regione Abruzzo, ad iniziare dalle strutture sanitarie e dalle scuole, rispetto alle quali la Regione ribadiamo, deve richiedere formalmente i cosidetti Musp, sostegno agli enti locali per la manutenzione straordinaria delle infrastrutture urbane, strade innanzi tutto, distrutte dal maltempo, un piano di promozione straordinaria della nostra Regione a sostegno delle aree interne e delle attività turistiche regionali.

3. Sospensione della programmazione sanitaria che vede il declassamento degli ospedali di Penne e Popoli: quanto è accaduto nei dieci giorni terribili delle emergenze dimostra la follia di una tale scelta; utilizzando quali strade, funzionali e libere da neve e ghiaccio, possiamo garantire con certezza di risultato che dai paesi montani della Valle Vestina si possa giungere presso il pronto soccorso di Pescara, venuta meno l’operatività del presidio di Penne, per salvare la vita ad un cittadino? Come è pensabile dopo l’allarme lanciato dalla Commissione Grandi Rischi del perdurare preoccupante dello sciame sismico chiudere il pronto soccorso di Popoli all’interno del cratere del sisma 2009 ed in pieno rischio sismico della faglia del Morrone?

4. Posticipo delle scadenze fiscali, contributive e bancarie dirette e presso terzi, nelle aree colpite dall’emergenza maltempo e dal sisma. Potenziamento del sistema di aiuto all’accesso al credito, in particolare dei confidi.

5. Interventi specifici nel campo agricolo per il risarcimento dei danni subiti alla produzione agricola e zootecnica.

6. Nel ribadire la nostra piena indignazione per il comportamento avuto dalle società Terna ed Enel che hanno di molto aggravato l’emergenza maltempo con insopportabili sacrifici e danni a cui sono stati sottoposti gli abruzzesi per giorni e giorni, chiediamo che Enel proceda ad impegnare una quota parte del suo dividendo semestrale in favore delle popolazioni colpite gravemente sia dal punto di vista materiale che morale da disservizi del periodo 17 Gennaio-27 Gennaio 2017 e si proceda ad un serio piano di investimenti complessivo per evitare ciò che è accaduto con due black-out, uno nel 2015 e l’altro nei giorni appena trascorsi possa ripetersi.

Per raggiungere tali obiettivi, gli amministratori locali si dicono pronti ad “ingaggiare una battaglia a tutti i livelli istituzionali, soprattutto se si dovesse continuare con lo scarica barile di competenze sull’ormai unica figura politica di riferimento per i cittadini, ovvero i sindaci”.

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