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Fallimenti: in Abruzzo il decremento più alto d’Italia nel 2016

Fallimenti: in Abruzzo il decremento più alto d’Italia nel 2016


L’AQUILA, 13 marzo – Diminuiscono le procedure fallimentari in Abruzzo, in particolare nella provincia di Teramo, il calo è il più alto in Italia e risulta di gran lunga migliore a quello della media nazionale. Nel 2016 le procedure fallimentari aperte dalle aziende abruzzesi sono state infatti 238, il 37,4% in meno rispetto alle 380 del 2015.

Alle spalle dell’Abruzzo ci sono il Friuli Venezia Giulia con il -19,4% e il Molise -18,2%). Le eleborazioni sono state effettuate dal Cresa in base a dati Infocamere-Stockview.

E’ dunque la provincia di Teramo quella dove il calo  (-65,3%) è più evidente, dopo il forte incremento di un anno fa. Ma quella di Teramo, insieme con Pescara resta comunque l’area territoriale in cui l’apertura di procedure fallimentari resta, nella “torta” del territorio abruzzese, percentualmente più numerosa, con il 31,5%, mentre Chieti è al 26,1% e L’Aquila, molto più indietro, al 10,9%.

In linea con i dati nazionali la maggior parte delle procedure fallimentari è aperta da società di capitali (Abruzzo: 76,5%; Italia: 76,4%). Meno le società di persone (Abruzzo: 11,3%; Italia: 11,5%) e le imprese individuali (Abruzzo: 10,1%; Italia: 7,8%) mentre le altre forme (cooperative e consorzi) sono residuali (Abruzzo: 2,1%; Italia: 4,3%).

Rispetto al 2015 in Abruzzo tutte le forme giuridiche hanno registrato diminuzioni, le più consistenti si registrano, con il -54,7% tra le imprese individuali.

La conferma di uno stati di crisi ancora consistente si ha andando a guardare i settori di attività: le nuove procedure sono state aperte per la maggior parte nel commercio, con una media anche superiore a quella italiana (26,1%; Italia: 23,2%) e nel manifatturiero (24,8%; Italia: 18,8%).

Nel 2016 hanno aperto una procedura fallimentare 1,6 imprese abruzzesi su 1000, valore inferiore a quello nazionale (2,1) che vede l’Abruzzo al quindicesimo posto della classifica regionale nella quale spiccano in negativo la Lombardia (2,9) e in positivo la Basilicata (1,0). A scala provinciale tassi di fallimento più pesanti sono stati riscontrati a Teramo (2,1) e Pescara (2,0).

Tra i settori di attività economica la fornitura di acqua, gas e vapore ha registrato il tasso di fallimento più elevato (8,7 nuove procedure su 1000 imprese). Seguono le imprese operanti nell’istruzione (7,6), nelle attività manifatturiere (4,2), nel trasporto e magazzinaggio (3,3) e nelle costruzioni (2,3).

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