In Italia la burocrazia pesa troppo: per aprire un bar servono 71 pratiche


PESCARA, 19 novembre – Sebbene nel nostro paese ci siano sempre più persone intenzionate ad avviare una loro attività, il peso della burocrazia si fa sentire eccome sulle scelte di questi nuovi aspiranti imprenditori.

Molto spesso, infatti, per aprire una nuova attività si devono compilare così tante pratiche, che il tutto si trasforma in una vera odissea. In alcuni casi, si desiste in partenza, spaventati dalla mole di incartamenti e documenti che si devono compilare e consegnare. In altri casi, si fa tutto con il rischio di sbagliare e di vedere invalidato tutto il percorso.

Un esempio pratico può far capire quanto la burocrazia italiana sia pesante e lenta. Per aprire un bar si devono compilare ben 71 pratiche! Un numero folle se si pensa che in altri paesi europei l’iter per addivenire allo stesso risultato è estremamente più breve.

La Confederazione Nazionale dell’Artigianato ha calcolato tutti quelli che sono gli adempimenti necessari al fine di aprire un’attività e i risultati dovrebbero far riflettere.

Tra tantissime autorizzazioni da chiedere e gli enti da interpellare, si arrivano a perdere le speranze.

Qualche numero può aiutare a chiarire la situazione. Si è calcolato che, per aprire un bar si devono compilare 71 pratiche, che devono essere sbrigate in ben 26 diversi enti. Ma non basta: è necessario anche effettuare un corso specifico, di circa 100 ore, e versare 14.667 euro. Per approfondire il discorso in merito ai costi e alle licenze per aprire un bar, si suggerisce la lettura dell’ approfondito articolo di Contributi PMI, portale di riferimento per quel che concerne proprio le piccole e medie imprese e tutte le migliori idee per aprire una propria attività.

Nel caso specifico si parte dall’apertura della partita IVA, necessaria per far partire l’attività, e si passa a tantissimi altri adempimenti e pagamenti da effettuare. Vanno richiesti diversi certificati e, come detto in precedenza, è necessario un bel gruzzoletto per l’investimento iniziale e, soprattutto, si devono frequentare dei corsi creati ad hoc che portano via mesi.

Non è per niente semplice, quindi, ma si deve sottolineare anche che non solo i bar e le attività affini richiedono così tanta burocrazia. Anche per aprire un’officina sono necessarie tantissime pratiche. Nello specifico, in questo caso si deve avere a che fare con ben 86 adempimenti da fare in 48 enti differenti.

Nell’analisi della CNA sono state prese in considerazione 5 tipologie di azienda e sono stati analizzati i vari adempimenti necessari. Le tipologie d’impresa prese in considerazione sono per l’appunto bar, autoriparazione, ma anche gelateria, acconciatura e falegnameria.

Guardando le altre categorie, risulta che un falegname deve effettuare 78 adempimenti, oltre a versare 20 mila euro, mentre un barbiere ne deve versare 17mila e deve avere a che fare con 26 differenti enti per la presentazione di 65 pratiche. Per aprire una gelateria si devono spendere 12 mila euro per i bolli necessari per tutti i 76 adempimenti da presentare a 26 differenti enti.

Come si nota, la burocrazia è molto ingombrante nel nostro paese. Sebbene si parli di libera impresa e si tenda sempre a cercare di incentivare tutti coloro i quali vogliono aprire una propria attività, si deve anche notare che gli adempimenti, le pratiche e i soldi da pagare sono tantissimi e, in alcuni casi, tutto ciò spaventa e fa desistere i piccoli imprenditori. Si tratta di una realtà che andrebbe, quindi, rivista e adeguata a quelli che sono gli standard europei. In altre zone d’Europa, infatti, iter burocratici decisamente più snelli contribuiscono ad assecondare in maniera effettiva lo spirito d’impresa.

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