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Inchiesta Soget, Mazzocca: “Contro di me coincidenze e ‘manine’ anonime”. E annuncia azioni legali

Inchiesta Soget, Mazzocca: “Contro di me coincidenze e ‘manine’ anonime”. E annuncia azioni legali

PESCARA, 12 giugno 2017 – E’ un Mario Mazzocca tanto pacato nei toni quanto battagliero sui contenuti, quello che si presenta in conferenza stampa a Pescara, per dire la sua a pochi giorni dal rinvio a giudizio, per abuso d’ufficio in concorso, nell’ambito dell’inchiesta Soget. Il sottosegretario regionale all’Ambiente, recentemente approdato nel Movimento Democratico e Progressista di Bersani, dopo essere transitato per Pd e Sinistra Italiana, è accusato di avere “indebitamente beneficiato della mancata riscossione di un debito di 22.300 euro nei confronti della società acquedottistica Aca”. 

Mazzocca punta il dito innanzitutto contro Aca e annuncia azioni legali contro la società acquedottistica:

“Considerando Aca unica responsabile di una gravissima ingiustizia perpetrata nei miei confronti, che ha cagionato a me e alla mia famiglia un immenso danno sia materiale che immateriale, mi muoverò per promuovere un’azione legale nei confronti di Aca, a tutela della mia persona e della mia immagine. Ma il riferimento è soltanto alla gestione dell’azienda fino al 2011. Subito dopo rimetterò la delega sul Servizio idrico integrato al presidente della Regione, Luciano D’Alfonso. “.

L’esponente della giunta regionale ricostruisce la vicenda, presentando atti e ricevute, e illustrando nel dettaglio le circostanze:

“Si tratta di una situazione incredibile, connotata da una serie di coincidenze apparentemente sospette. Sono comunque certo che tutto possa risolversi già nel primo grado di giudizio, essendo estremamente convinto della bontà e dell’efficienza del nostro sistema giudiziario. La vicenda nasce da un garage di mia proprietà, sito a Caramanico Terme, che né io né altri utilizzavano da circa 20 anni e che è dotato di un unico lavandino. Il 28 luglio del 2011, a seguito di una lettura da parte degli incaricati Aca, riscontrai la probabile rottura della tubazione idrica di adduzione e dunque provvidi immediatamente a chiudere il contatore e ad individuare la causa della perdita alla presenza degli addetti dell’Aca. Il contatore, su mia richiesta, venne definitivamente sigillato da un incaricato Aca alcuni mesi dopo”.

Mazzocca tiene a precisare:

“Il debito vantato dall’Aca, rateizzato dalla Soget in 14 rate per complessivi 22.528 euro, è stato interamente saldato entro il 23 maggio 2016. Avevo chiesto ad Aca di essere ammesso a conciliazione, manifestando la mia disponibilità al pagamento e allo stralcio di ogni debito, già il 3 luglio 2014, dunque oltre un anno prima che fosse reso pubblico il mio coinvolgimento nell’indagine. Sono rimasto incredulo di fronte ad una iscrizione ipotecaria avvenuta senza alcun preavviso, come invece prescrive la legge. Sussisterà il diritto-dovere dell’utente di controllare il proprio contatore, in ragione di un regolamento interno dell’Aca, ma ciò non esime l’Aca dall’omettere controlli per 7 anni e mezzo di fila, così come non la pone al riparo dagli effetti di diversi errori commessi nelle operazioni di evidenziazione del debito”.

Da qui l’azione legale annunciata da Mazzocca nei confronti di Aca. Ma il sottosegretario regionale non si accontenta e punta a fare chiarezza su tutti i fronti. A partire da un sms intercettato, inviato al commissario della Soget:

“C’era scritto ‘Grazie di cuore’  e come dimostrano i messaggi recuperati su un mio vecchio telefonino, si trattava di un copia-incolla che inviavo in risposta ai centinaia di messaggi di auguri e congratulazioni ricevuti dal 26 maggio in poi, per l’elezione a consigliere regionale e per la successiva nomina ad assessore”.

L’ex sindaco di Caramanico prova a sgomberare ogni ombra anche in merito alle procedure che hanno portato all’affidamento e alla proroga del servizio per la riscossione delle entrate comunali proprio alla Soget:

“L’affidamento del servizio alla Soget, per 5 anni, è avvenuto a seguito di una gara ad evidenza pubblica e il contratto sia stato sottoscritto non sulla base di una decisione presa a maggioranza, come ha lasciato intendere qualcuno, ma in virtù di una delibera votata all’unanimità dal Consiglio, così come quella della proroga”.

Poi Mazzocca evoca un’oscura manovra ai suoi danni, mettendo in collegamento l’inchiesta Soget con un altro procedimento che lo ha visto indagato in qualità di sindaco di Caramanico. Parla di “coincidenze” e di “manine”, chiama in causa l’ex direttore del Parco Nazionale della Majella, Nicola Cimini, e annuncia ulteriori azioni legali. Fatti che comunque, almeno per il momento, restano confinati nel campo delle illazioni:

“Quando si dicono le coincidenze ! Il 23 aprile del 2015, a soli 15 minuti di distanza dalla notizia del mio coinvolgimento nella vicenda Soget, alcuni organi di stampa pubblicano articoli sul mio ulteriore ‘guaio giudiziario’, relativo all’accusa di concorso in abuso di ufficio, per una vicenda riguardante il piano regolatore del Comune di Caramanico, frutto di una denuncia dell’ex direttore del Parco Nazionale della Majella, che si doleva di come avessi agito per impedire il prolungamento dell’incarico al direttore, che per legge non poteva avere una durata superiore ai 5 anni e che invece durava da 17 anni”.

La denuncia di Cimini e il relativo procedimento si risolvono nell’archiviazione da parte del tribunale di Sulmona. Mazzocca commenta:

“In quel 23 aprile, come fu riferito al mio legale da un giornalista, una fonte anonima passò la notizia di un fatto noto già da due mesi e mezzo. Una solerzia diametralmente opposta a quella riservata alla positiva conclusione della vicenda sul Prg di Caramanico, che risale ad oltre sei mesi fa e non è mai stata resa pubblica. Forse perché quella ‘manina’ anonima non se l’è sentita”.

Mazzocca non dice chiaramente a chi si riferisce quando parla di “manina anonima”. Spiega invece di avere promosso, “fin dal dicembre scorso, una decisa azione risarcitoria nei confronti del mio denunciante”.

 

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