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Omicidio Pavone, nessuna premeditazione: confermata la condanna a 19 anni

Omicidio Pavone, nessuna premeditazione: confermata la condanna a 19 anni

PESCARA, 11 ottobre – E’ stata confermata anche in Cassazione la condanna a 19 anni di reclusione per Vincenzo Gagliardi, l’impiegato delle Poste che, con un colpo di fucile, uccise a Montesilvano l’ingegnere informatico Carlo Pavone, rimasto in coma per più di un anno.

Il giudice ha accolto la richiesta del Procuratore generale, che questa mattina aveva chiesto la conferma della condanna a 19 anni, sostenendo che “non c’è la prova, oltre ogni ragionevole dubbio, che Gagliardi abbia premeditato l’omicidio”.

Rigettati, dunque, sia il ricorso presentato dal procuratore generale della Corte d’Assise d’Appello dell’Aquila, Romolo Como, che quello della difesa di Gagliardi, che chiedeva l’annullamento della sentenza.

Gagliardi era stato condannato dal gup del tribunale di Pescara a 30 anni di reclusione, pena poi ridotta dalla Corte d’Assise d’Appello dell’Aquila a 19 anni, proprio per l’esclusione dell’aggravante della premeditazione.

Gli avvocati Massimo Galasso e Marino Di Felice, che assistono i fratelli della vittima, che si sono costituiti parte civile nel processo, avevano invece chiesto il rigetto del ricorso presentato dai difensori di Gagliardi e l’accoglimento del ricorso proposto dalla Procura generale.

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