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Radicali attaccano Regione, “su cannabis terapeutica legge ad excludendum”

Radicali attaccano Regione, “su cannabis terapeutica legge ad excludendum”

L’AQUILA, 5 ottobre – I Radicali accusano il Consiglio regionale abruzzese di avere approvato una legge “ad excludendum” sull’uso terapeutico dei cannabinoidi. La denuncia arriva dagli attivisti Paolo Izzo e Gianni Rubagotti, che citano il caso di Fabrizio Pellegrini, pianista di 47 anni malato di fibromialgia, recluso per quasi due mesi nel carcere di Chieti per avere coltivato piante di cannabis da utilizzare a scopo terapeutico.

“Pellegrini è affetto da una malattia resistente ad altri farmaci convenzionali, i cui dolori vengono alleviati soltanto dai cannabinoidi, tanto che nei giorni scorsi è stato trasferito in Emilia Romagna, dove ha potuto trovare gratuitamente i farmaci necessari ad alleviare i dolori cronici che lo affliggono – denunciano i due esponenti radicali -. Dopo più di due anni di attesa, anche in seguito ai nostri solleciti, i consiglieri regionali abruzzesi hanno finalmente approvato il decreto attuativo della legge che prevede l’istituzione di un fondo di 50mila euro, per tutelare il diritto costituzionale alle cure gratuite per gli indigenti”.

Izzo e Rubagotti mettono però in rilievo come il provvedimento approvato dal Consiglio regionale abruzzese escluda proprio la fibromialgia dalle patologie trattabili con cannabinoidi.

“Una Regione sceriffo bandisce letteralmente Fabrizio, nella eventualità che volesse ritornare nella sua Regione – tuonano gli attivisti radicali -. Si tratta di una specifica sanitaria e giuridica ad excludendum, che forse nemmeno cotanto ministero della Salute sarebbe riuscito a cogitare, pur avendoci abituati ai suoi arzigogolati divieti e proibizionismi”.

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