Richard Carapaz è il Re del Giro d’Italia


PESCARA, 7 giugno – Che l’ecuadoriano Richard Carapaz fosse un ottimo ciclista, in grado di dire la sua anche in una corsa a tappe, lo pensavano in molti, ma che già quest’anno potesse riuscire a trionfare nella Corsa Rosa, onestamente, l’avevano previsto in pochi. E invece, come nella migliore tradizione del ciclismo, all’esito di una corsa entusiasmante e ricca di colpi di scena, a vincere è stato proprio colui il quale partiva senza avere i favori del pronostico dalla sua parte.

Carapaz, il predestinato

Richard Carapaz nasce il 29 maggio del 1993 a El Carmelo, un sobborgo poverissimo di Tulcan, cittadina di 40 mila anime a nord dell’Ecuador, situata su un altopiano a 3000 metri di altitudine, distante pochi km dal confine colombiano. Cresciuto in una famiglia poverissima, come ci racconta anche La Stampa, inizia ad innamorarsi del ciclismo in tenera età, quando suo padre decide di regalargli una piccola bicicletta trovata in una discarica. Da quella bicicletta, Richard, non scenderà mai più e inizierà a trascorrere le giornate facendo su e giù per le vie dissestate della sua città natale. Dopo aver incantato nelle categorie inferiori dell’Ecuador, viene notato dalla Movistar che decide dapprima di inserirlo nel proprio organico come stagista e, poi, come ciclista professionista. Già nella passata edizione del Giro d’Italia, Carapaz si era messo in mostra conquistando la tappa con arrivo a Montevergine e concludendo la classifica generale in quarta posizione. Quest’anno, invece, tappa dopo tappa, Richard è riuscito a superare la concorrenza dei favoriti della vigilia Yates, Dumoulin, Nibali e Roglič, coronando il suo sogno di vincere una grande corsa a tappe. Proprio Roglič, che ha concluso al terzo posto, ha rappresentato una delle più grandi delusioni di questa edizione anche se con ogni probabilità tenterà l’assalto al Tour de France, dove sarà possibile giocare anche mediante la modalità scommesse live. Al secondo posto della generale, invece, troviamo uno straordinario Vincenzo Nibali che nonostante i suoi 34 anni suonati si è dimostrato una volta di più un campione assoluto.

Il Giro degli azzurri

Questa edizione del Giro d’Italia ci ha regalato sia delle piacevoli sorprese che delle cocenti delusioni. Tra quest’ultime, sicuramente, troviamo Elia Viviani che dopo aver sfiorato il successo nelle prime tappe, dopo l’ennesima sconfitta, ha deciso di abbandonare anzitempo la Corsa Rosa. Tra le note liete, invece, troviamo sicuramente Vincenzo Nibali che, nonostante non sia riuscito a conquistare neanche una vittoria di tappa, ha ottenuto il suo undicesimo podio in carriera nei grandi giri. Buona la prestazione anche di Giulio Ciccone, vincitore della classifica degli scalatori e capace di portarsi a casa anche una vittoria di tappa. Proprio Ciccone lascia ben sperare il nostro movimento ciclistico in vista dei prossimi anni, anche in considerazione del fatto che Formolo è apparso un lontano parente di quel corridore che nella passata edizione era riuscito ad entrare nei migliori dieci del Giro.

L’edizione del Giro d’Italia numero 102 si è quindi conclusa con il successo, tanto meritato quanto inaspettato, di Richard Carapaz. Per il nostro movimento, ad ogni buon conto, i segnali sono incoraggianti e la speranza è che nei prossimi anni i giovani talenti azzurri possano riuscire a fare il definitivo salto di qualità.

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