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Sanità Abruzzo, tetti di spesa: a processo Chiodi e altri 4

Sanità Abruzzo, tetti di spesa: a processo Chiodi e altri 4


PESCARA, 27 luglio –  Si è conclusa con il rinvio a giudizio dell’ex governatore abruzzese Gianni Chiodi, dell’ex sub commissario alla Sanità Giovanna Baraldi, dell’ex assessore regionale Lanfranco Venturoni e dei due tecnici dell’Agenzia nazionale per i servizi regionali, Francesco Nicotra e Lanfranco Venturini, l’udienza preliminare che vedeva sul tavolo del gup Gianluca Sarandrea il procedimento sui tetti di spesa delle cliniche private per l’anno 2010. I cinque, rinviati giudizio per tutti i capi di imputazione, devono rispondere di accuse che vanno dal falso, alla violenza privata e abuso d’ufficio. Il 6 dicembre compariranno davanti al collegio presieduto dal giudice Maria Michela Di Fine.Il fascicolo che ha portato i cinque a processo prese il via dall’esposto presentato dal titolare della clinica privata Synergo, in seguito al ridimensionamento dei tetti di spesa per le cliniche private.

Secondo l’accusa, titolare del fascicolo il pm Andrea Papalia, Chiodi,  in qualità di ex commissario ad acta per l’attuazione del piano di rientro dai disavanzi del settore sanitario, avrebbe fatto firmare alle cliniche private contratti di prestazione di assistenza ospedaliera, collegando la firma al pagamento dei crediti che le cliniche vantavano nei confronti della Regione.

Sempre secondo l’accusa, l’ex presidente della Regione avrebbe fatto pressioni sulle cliniche per far firmare quei contratti e avrebbe tenuto un “generale atteggiamento ostruzionistico volto a non fornire i dati per procedere all’attuazione della metodologia utilizzata per realizzare i tetti di spesa”.

IL COMMENTO DI CHIODI (Leggi qui)

Queste, invece, le valutazioni dell’avvocato Enrico Mazzarelli, che assiste l’ex presidente della Regione:

“Personalmente mi sono occupato della parte relativa alle ipotesi di falso che, a mio modo di vedere, non sussistono. Siamo convinti di questo e siamo convinti che tutto quello che è stato inserito nel capo di imputazione in relazione alle due ipotesi di falso sia assolutamente infondato. Si parla di una ipotesi di falso per la costruzione del tetto di spesa attraverso l’applicazione di un valore medio e non di un valore massimo delle prestazioni,- ma negli atti c’è la documentazione che prova esattamente il contrario, cioè che il tetto di spesa di ciascuna clinica privata, compresa Villa Pini, è stato calcolato utilizzando sempre i valori massimi delle prestazioni”.

Di segno opposto il commento di Tommaso Marchese, legale delle cliniche private Synergo e Villa Serena, costituitesi parti civili:

“E’ andata benissimo dal punto di vista delle parti civili, visto che è stato disposto il rinvio a giudizio di tutti gli imputati per tutti i capi d’imputazione. Ritenevamo inevitabile e imprescindibile una verifica dibattimentale. Questa non è una pronuncia di condanna, ma un rinvio a giudizio degli imputati  e nel dibattimento avremo modo di dimostrare che quello che abbiamo denunciato, dedotto e argomentato in sede di udienza preliminare è più che sufficiente per fondare le responsabilità degli imputati”.

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