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Strade colabrodo e Province senza soldi, dalla Regione arrivano 56 milioni di euro per la viabilità

Strade colabrodo e Province senza soldi, dalla Regione arrivano 56 milioni di euro per la viabilità

PESCARA, 13 ottobre – I soldi per le piste ciclabili vengono dirottati sulla messa in sicurezza delle strade. Dalla Regione Abruzzo arrivano infatti 56 milioni di euro per migliorare e mettere in sicurezza la viabilità provinciale. Lo prevede la delibera n.565 approvata dalla Giunta regionale mercoledì. Sono state rimodulate le risorse del Masterplan, spostando soldi da alcune voci, tra cui le piste ciclabili, per destinarli alle strade delle Province di Pescara, L’Aquila, Chieti e Teramo.

Il punto della situazione è stato fatto stamani nel corso di una conferenza stampa dal presidente della Regione Abruzzo, Luciano D’Alfonso. Presenti, tra gli altri, il sottosegretario alla presidenza della Giunta con delega alla Protezione civile, Mario Mazzocca, l’assessore alla Programmazione economica, Silvio Paolucci, e i presidenti delle Province di Chieti e L’Aquila, Mario Pupillo e Angelo Caruso.

Le risorse sono state così suddivise:

  • Provincia di Chieti, 16 milioni: 9 milioni area del Vastese, 4 milioni area del Sangro, 3 milioni per l’area Chietino-Ortonese; economie derivanti dagli interventi saranno destinate al Vastese
  • Provincia di Teramo, 15 milioni: 7,5 milioni all’area della Val Fino e 7,5 milioni all’area delle Colline teramane
  • Provincia di Pescara, 14 milioni: 7 milioni area Vestina, 3,5 area delle colline casauriensi per intero e 3,5 milioni per l’area montana
  • Provincia dell’Aquila, 11 milioni: 4 milioni area Peligna-Sulmontina, 4 milioni area Marsicana, 2 milioni area aquilana, un milione area Castel di Sangro.

D’Alfonso tra oggi e domani comunicherà ai presidenti di Provincia che la delibera è stata adottata e, a quel punto, “l’arrivo della documentazione rende loro procedimentalizzabili gli appalti”, con i conseguenti tempi tecnici. Le risorse sono state suddivise tra le quattro Province in base alla quantificazione dei danni riportati nel dossier della Protezione Civile nazionale. I quattro enti saranno i soggetti attuatori degli interventi, che dovranno essere concertati sulla base delle effettive esigenze rilevate in termini di impraticabilità, dissesto, sicurezza e importanza dell’asse viario.

Il presidente di Regione sottolinea che “questi fondi non serviranno a fare nuove strade, ma per sistemare e mettere in sicurezza le strade che ci sono”, perché “abbiamo un sistema viario che sembra concepito per far vincere i ricorrenti contro le case assicurative”.

Il governatore spiega inoltre che si sta lavorando per ingrandire la rete stradale statale della provincia dell’Aquila, con l’inclusione della strada che porta a Scanno; stesso lavoro si farà sulla Fossacesia-Lanciano, nel Chietino, e sulla strada che da Silvi porta ad Atri, nel Teramano.

“Prendendo atto di una situazione difficile, segnalataci dalle Province stesse, che si trovano a dover fare una corsa con le gambe invalidate da una inesistente finanza pubblica, dai sindaci e anche da alcuni saggi articoli di stampa – afferma il governatore – abbiamo voluto precisare alcune collocazioni finanziarie del Masterplan determinando attesa su un fronte, come l’ingrandimento delle piste ciclabili, sulle quali comunque abbiamo lasciato 20 milioni di euro, risultando una delle regioni meglio servite d’Europa alla luce degli investimenti programmati. Abbiamo drenato altre risorse facendo un paniere di 56 milioni di euro per le strade provinciali, con una logica da gesto istituzionale solidale, una tantum, a favore della viabilità provinciale, consapevoli come sempre che è lo Stato che deve finanziare le Province – ha osservato D’Alfonso – Io ho battagliato anche con Gentiloni, la Boschi, Delrio, Luca Lotti, De Vincenti, pretendendo che tornino coperture finanziarie per le Province e credo che nella legge di Stabilità compariranno 8-900 milioni, per la prima volta dopo anni di tristezza finanziaria, a favore della vita ordinaria delle Province”.

D’Alfonso annuncia poi che “la prossima settimana verrà il capo del dossier ‘Italia Sicura’, Roberto Marino, che ha 7 miliardi di euro l’anno, perché vogliamo dichiarare guerra anche ai problemi di alcuni centri storici abruzzesi. Al primo posto – afferma – Sulmona, che già fa parte del dossier Casa Italia, al secondo posto faremo entrare Penne, poi Atri e Lanciano, con i loro centri storici. Conto di far venire anche il rettore del Politecnico di Milano, Giovanni Azzone, per fare in modo che l’Abruzzo per tempo si prepari a ciò che ci riserva anche una certa fragilità del suolo e del sottosuolo”.

D’Alfonso torna anche sulla tragedia dell’Hotel Rigopiano, che in materia di viabilità “è una vicenda che ha una potenza educativa”. Il presidente annuncia che “abbiamo in trattazione l’acquisto di sei turbine: due le comprerà la Regione, due Terna e due Enel, in una logica di solidarietà istituzionale; poi i mezzi saranno a disposizione delle Province”.

Ricordando che “Anas ha 200 mezzi sul territorio abruzzese”, D’Alfonso sottolinea poi che “faremo un accordo in base al quale, quando le Prefetture segnalano un preallarme, i mezzi andranno nelle zone più a rischio”.

“Ho letto sia la vicenda di Rigopiano – afferma il governatore – sia un atto di accusa saggiamente istruito dall’ex procuratore Guariniello di Torino il quale ha aperto un dossier sulle buche delle strade della città. Io leggo su di me questo onere, tant’è che abbiamo fatto questo grande gesto di solidarietà istituzionale ed ho ritenuto di mettere le risorse sulla viabilità provinciale”.

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