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Torna l’incubo terremoto in Abruzzo: scossa di magnitudo 3.7

Torna l’incubo terremoto in Abruzzo: scossa di magnitudo 3.7


L’AQUILA, 5 settembre 2017 – Torna la paura in Abruzzo. Una scossa di terremoto di magnitudo 3.7 è stata registrata questa mattina alle 6.34, con epicentro a due chilometri a ovest di Campotosto. Lo rende noto il sito dell’Ingv. La scossa segue quella di magnitudo 3.3, registrata intorno alle 21 nella stessa zona, con epicentro tra Campotosto e Capitignano, a 14 chilometri di profondità.

Le scosse, soprattutto nell’area dell’epicentro, sono state avvertite dai cittadini, che sono ripiombati nell’incubo terremoto. Per fortuna, però, non ci sono stati crolli né danni.

Luigi Cannavicci, sindaco di Campotosto, ha spiegato:

“Al di là della paura non è successo niente. Non ci sono state nuove lesioni e nuovi crolli nella case in muratura. Abbiamo compiuto una verifica nel paese, dalla quale non è emerso nulla di rilevante. Non siamo andati nelle frazioni perché ci vorrebbe una squadra, però c’è da dire che sulla tenuta delle abitazioni non siamo preoccupati, anche perché la stragrande maggioranza dei cittadini abita negli alloggi prefabbricati antisismici”.

La terra ha tremato anche nel teramano, dove alcuni membri del “Comitato genitori per la sicurezza nelle scuole” sono tornati a proporre il tema della sicurezza degli edifici. Sulla pagina facebook del comitato sono comparsi diversi post allarmati e polemici:

“Abbiamo tre possibilità: 1) qualcuno si accorge che il 3.9 (ricalcolato Ingv 3.7) di Campotosto si sente decisamente di più e si fa qualche domanda. 2)Lo stesso qualcuno se ne accorge ma dice che tanto non succederà di peggio, che il peggio lo abbiamo vissuto, che il terremoto non lo abbiamo avuto (si per contraddirti diventano bipolari nella stessa frase, così o con una o con l’altra pensano di avere ragione ), e per finire che le scuole sono sicure e questa ne è la prova. 3) Riapre anche Fornaci Cona e la San Berardo a pieno carico, per ulteriore miglioramento da scossa. E qua mi fermo, sperando che la gente inizi a ragionare sul fatto che come si è sentita adesso si poteva sentire in orario scolastico”.

E ancora, sempre in riferimento alla sicurezza delle scuole nella provincia di Teramo:

“Oltre agli indici, guardate bene i lavori svolti nell’inverno scorso, che tipo di problematica avesse la scuola, se è stata risolta e con quali lavori, rifatevi alle schede Aedes, controllate che ci siano uscite e scale, che siano lasciate libere e siano pienamente fruibili. I piani cittadini di evacuazione dove sono ? Lo scorso anno avevamo chiesto in prefettura, con comune, provincia, polizia, vigili del fuoco e polizia municipale, che venissero fatti dei cartelloni quartiere per quartiere, con su scritto dove si deve andare in caso di bisogno, punti di raccolta, posizionamento dei soccorsi, ma ancora nulla ! Sono accessibili solo in rete, peccato che la mia vicina e i miei nonnetti dirimpettai non navighino in internet. Chiedemmo che se anche non ci fosse una legge, si riuscisse a creare una rete con le dirigenti per decidere come comportarsi unitariamente. Per la sicurezza dei figli: la scelta è a discrezione delle presidi, alcune non li fanno rientrare altre sì. Dodici mesi di richieste sensate, continue, fatte passare per allarmismo, eccessiva attenzione”.

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