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Troppa burorcazia, pensione d’invalidità negata ad un pescarese di 103 anni. Melilla interroga Poletti

Troppa burorcazia, pensione d’invalidità negata ad un pescarese di 103 anni. Melilla interroga Poletti


PESCARA, 28 febbraio – Alla veneranda età di 103 anni, la burocrazia gli impedisce di ottenere la pensione d’invalidità alla quale avrebbe diritto. Il deputato di Sinistra Italiana, Gianni Melilla, ha presentato un’interrogazione a risposta scritta al ministro del Lavoro sul caso di Mario Della Guardia, ex vigile urbano pescarese, alle prese con gravi problemi di salute e impossibilitato a spostarsi da casa. Le figlie e il genero dell’anziano hanno denunciato che Della Guardia, a causa di alcuni intoppi burocratici, non riesce ad ottenere una visita domiciliare per il riconoscimento dell’invalidità civile.

Nella sua interrogazione Melilla espone una ricostruzione dei fatti al ministro Poletti:

“A novembre 2016 le figlie inoltrano la domanda all’Inps per richiedere una visita domiciliare per invalidità civile e accompagnamento, consigliata dal medico di base e dal medico della Asl, che è andato a casa dell’uomo per verificare le condizioni di salute e ha attestato che il paziente non è trasportabile, per cui ha diritto ad una visita domiciliare. Il mese scorso l’Inps dichiara di non avere più i documenti sulla domanda d’invalidità, inviata dal patronato qualche mese prima, così il genero si reca dal medico di base che gli fornisce un nuovo documento cartaceo, che attesta le condizioni di salute di Della Guardia, da consegnare personalmente agli uffici Inps, i quali però non gli rilasciano alcuna ricevuta di avvenuta consegna. A distanza di tre mesi, quindi, arriva telefonicamente la risposta da parte del medico della commissione Inps, che ha esaminato il caso, affermando che il paziente non possiede i requisiti necessari per avere diritto ad una visita a domicilio”.

Il deputato di Sinistra Italiana rimarca:

“L’uomo viene assistito da una badante 24 ore su 24, poiché ha bisogno costantemente di cure e di qualcuno che lo assista nelle attività primarie della vita quotidiana”.

In conclusione Melilla chiede al ministro “se non intenda intervenire per accertare il diritto di questa persona di 103 anni alla invalidità civile e alla indennità di accompagnamento”.

 

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