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Alba Adriatica, mare inquinato per colpa dei depuratori: a febbraio in aula i periti del Tribunale

Alba Adriatica, mare inquinato per colpa dei depuratori: a febbraio in aula i periti del Tribunale


TERAMO, 12 dicembre – A sette anni dall’epidemia di enteriti e gastroenteriti che ad agosto del 2010 portò decine e decine di turisti, tra cui numerosi bambini, in ospedale, (secondo l’accusa a causa dell’inquinamento del mare) il processo che vede imputati l’ex presidente della Ruzzo Reti Giacomo Di Pietro e altre cinque persone che all’epoca si trovavano ai vertici della Ruzzo e della controllata Spt, vede un ulteriore slittamento. A causa di problemi di notifica della super perizia disposta dal giudice Flavio Conciatori alle parti interessate, questa mattina l’udienza in cui sarebbero dovuti salire sul banco dei testimoni i due periti è stata rinviata al 19 febbraio, quando i due professionisti dovrebbero relazionare sugli accertamenti svolti.

A processo, insieme a Giacomo di Pietro ci sono anche Gian Mario Fabbi, Domenico Giambuzzi, Enrico Maria Giuseppe Bisanzio e  Alfonso Cuccodrillo, che a vario titolo ed in base alle diverse posizioni devono rispondere di accuse che vanno dal disastro ambientale all’epidemia colposa fino alle lesioni.

Secondo l’accusa, infatti, vi sarebbe un nesso di causalità tra quell’epidemia di enteriti e gastroenteriti e l’inquinamento del Torrente Vibrata e, di conseguenza, del tratto di mare antistante Alba Adriatica.

Inquinamento che, secondo i consulenti di parte della Procura, sarebbe stato caudato dal malfunzionamento dei sei depuratori della Val Vibrata, gestiti all’epoca proprio dalla Ruzzo Reti.

Non così per i consulenti della difesa, tanto che al termine dell’istruttoria il giudice aveva disposto una super perizia, affidata ai docenti Marco Guida e Massimiliano Fabbricini, che proprio oggi avrebbero dovuto relazionare sugli accertamenti svolti.

 

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