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Centrale e metanodotto Snam: l’Abruzzo ribadisce il proprio no al progetto

Centrale e metanodotto Snam: l’Abruzzo ribadisce il proprio no al progetto


ROMA, 4 aprile – E’ un fermo no quello ribadito oggi, in sede di prima conferenza istruttoria indetta dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri sul progetto Snam, dalla Regione Abruzzo e dai sindaci dei comuni abruzzesi interessati, a partire da quello di Sulmona. Conferenza nel corso della quale il sottosegretario d’Abruzzo Mario Mazzocca ha confermato la ferma intenzione di tutelare il territorio, per difendere gli interessi della comunità, e l’intenzione di formalizzare la diffida al Governo dimissionario.

“In rappresentanza della Regione Abruzzo, unico ente titolato a dare il diniego all’intesa, ho dovuto fin dall’inizio sollevare un’eccezione relativa al verbale della conclusione della conferenza dei servizi del lontano 6 agosto 2015 – ha sottolineato Mazzocca – allorquando la Regione Abruzzo fece richiesta formale di accludere a verbale tutta la documentazione che evidenziava due criticità ad oggi, per quanto ci riguarda, non ancora risolte. Criticità che non sono solo formali ma che riguardano due aspetti di estrema sostanza. In primo luogo, il tema degli usi civici: ad oggi notiamo come non sia stato ancora risolto. Pur se nell’ambito del decreto di compatibilità ambientale del marzo 2011 questo aspetto venne esaminato, le relative procedure consequenziali non sono state ancora effettuate. In secondo luogo, il tema della Vas (Valutazione Ambientale Strategica): fin da allora evidenziammo questa che per noi rappresenta una grave manchevolezza. Ad oggi si continua a sostenere l’insussistenza di quest’obbligo. Noi queste ragioni le evidenzieremo fin dal ricorso in fase di preparazione e presentazione al decreto autorizzativo della centrale Snam ma evidentemente, prefigura una strada simile anche per quanto riguarda il tratto di metanodotto Sulmona-Foligno”.

Al momento non è stato riconvocato un successivo incontro.

“Questo perchè – spiega Mazzocca – la Snam continuava ad affermare come lo studio di risposta al rischio sismico elaborato nell’originario progetto risalente al 2010 sia stato continuamente aggiornato. Quello studio, che è parte del originario progetto poi assentito con il decreto di compatibilità ambientale del marzo 2011, è stato redatto sulla scorta della normativa antisismica allora vigente, ovvero quelle norme che erano vigenti prima del sisma aquilano del 2009. Da allora di acquisizioni legislative ce ne sono state diverse. La Snam, ripeto, afferma di aver effettuato spontaneamente questi aggiornamenti. Noi abbiamo richiesto e ottenuto dalla presenza dell’assemblea della Conferenza dei Servizi di visionare questi studi e di esaminarli e quindi poter in qualche modo decidere con maggiore e dovuta cognizione di causa. Per cui, quando la Snam procederà ad inviare a Regione, Provincia e Comuni questi studi di approfondimento, la Presidenza il Consiglio dei Ministri convocherà la seconda riunione delle tre che, credo, ci saranno”.

Dura anche la presa di posizione del sindaco di Sulmona Annamaria Casini:

“La nostra battaglia va avanti su tutti i fronti contro l’accelerazione del Governo e contro il prosieguo a testa bassa dei dipartimenti ministeriali e della Snam sulla realizzazione del metanodotto e della centrale di compressione. Ho ribadito con forza la contrarietà convinta alla centrale e al metanodotto, evidenziando le criticità di questo progetto Snam e le ragioni del no di un vasto territorio montano a rischio sismico, che ho inserito in un documento scritto chiedendo di allegarlo al verbale”.

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