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Chieti, muore in ospedale: Asl condannata ad un risarcimento danni di quasi 900mila euro

Chieti, muore in ospedale: Asl condannata ad un risarcimento danni di quasi 900mila euro


CHIETI, 5 ottobre – Una morte che per il tribunale civile di Chieti fu un evidente caso di malasanità. Tanto da condannare la Asl ad un maxi risarcimento di 900mila euro a favore dei familiari della donna. La vicenda che ha visto la Asl soccombere in giudizio è quella relativa alla morte in ospedale, a Chieti, di una paziente di 77 anni di Lanciano, deceduta dopo un mese e mezzo da un intervento all’anca.Un decesso che per i sanitari dell’ospedale di Chieti, dove la donna era stata ricoverata l’8 ottobre 2012 per un intervento all’anca e dove  era morta il successivo 20 novembre, era dovuto esclusivamente alla vecchiaia (marasma senile), ma che al contrario per il Tribunale civile di Chieti (giudice estensore Camillo Romandini) sarebbe stato causato da gravi ed esclusive responsabilità dei medici che l’avevano avuta in cura.

Dopo l’intervento di natura ortopedica erano infatti subentrate, come  accertato dal Tribunale,  delle complicazioni dovute ad emorragie, infezioni e nuove operazioni, anche al fegato che era stato danneggiato. Nella sentenza, in particolare, si sottolinea come le responsabilità mediche siano emerse dall’attento lavoro del ctu Ildo Polidoro, di Pescara, che avrebbe individuato, attraverso una puntuale ricostruzione del percorso clinico, gli errori di carattere medico-infermieristico e di intervento, sgombrando ogni dubbio sulle vere ragioni della morte della paziente. Da qui la condanna della Asl Lanciano-Vasto-Chieti a risarcire per 846 mila euro gli eredi. Oltre ai tre figli, liquidati con 170 mila euro ciascuno, il giudice ha risarcito anche i cinque nipoti della donna, ognuno con 50 mila euro, e le tre nuore, 10 mila ciascuna, per il forte legame affettivo.

Nei confronti della paziente deceduta il risarcimento è stato di 56 mila euro per i giorni in cui è stata ricoverata. Danno non patrimoniale passato agli eredi.

I famigliari sono stati patrocinati dall’avvocato Alessandro Di Martino. Perito di parte Giorgio Bolino di Roma.

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