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Firme irregolari per l’elezione dei vertici della Bcc di Cappelle, al via il processo

Firme irregolari per l’elezione dei vertici della Bcc di Cappelle, al via il processo


PESCARA, 16 gennaio – Prima udienza, subito rinviata per mancata notifica a due delle parti offese, questa mattina davanti al tribunale monocromatico di Pescara, nell’ambito del processo che vede imputati i notai Marco Faieta, Grazia Buta e Antonio Mastroberardino, accusati di falso, per una vicenda riguardante l’elezione dei vertici della Bcc di Cappelle sul Tavo nel 2015. 

Oltre alla Bcc si sono costituiti parte civile sette persone. Circa 60 le persone offese, comprese le due che non hanno ricevuto le notifiche. I testimoni citati dalle parti sono 380.

Secondo l’accusa, in occasione dell’elezione del presidente Michele Borgia, gli imputati avrebbero autenticato le firme senza la presenza del delegante.

Lo stesso Borgia venne denunciato da alcuni componenti della lista sconfitta, che supportava la candidatura di Filippo Falconio e che accusa Borgia di avere autenticato erroneamente delle deleghe.

In seguito la Guardia di finanza, dopo avere esaminato tutte le deleghe sospette, ne ha trovate 148, di cui 95 valide, in quanto riportanti la firma del delegante.

Contestualmente sono state rinvenute anche due deleghe irregolari appartenenti alla lista dei denuncianti. Da qui la denuncia presentata da Borgia, che ha portato la Procura a chiedere il giudizio immediato per i tre notai.
Prossima udienza il 17 aprile.

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