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Fondi masterplan per manutenzione autostrade, D’Alfonso: “E’ fronda del Governo”

Fondi masterplan per manutenzione autostrade, D’Alfonso: “E’ fronda del Governo”


PESCARA, 12 ottobre – Luciano D’Alfonso, senatore ed ex governatore innamorato delle infrastrutture, irrompe nella polemica in corso, tra Regione e Governo, in merito al prelievo dei fondi del Masterplan Abruzzo, compiuto dall’esecutivo con il dl Genova, che li ha destinati alla messa in sicurezza delle autostrade A24 e A25. D’Alfonso attacca a testa bassa. “Vogliamo che finisca questa condizione di civil tenzone tra Stato e Regione, che non si giustifica solo perché ci sono le elezioni – ha detto il senatore del Pd in conferenza stampa a Pescara -. Noi vogliamo una condizione di piena collaborazione, lo Stato e il Governo devono aiutare. Noi stiamo patendo una fronda su molte questioni aperte, come la fragilità derivante dai luoghi ad alto tasso di sismicità e quella coincidente con questa infrastruttura della gomma”. 

D’Alfonso ha proseguito mettendo nel mirino il ministro Toninelli e la consigliera regionale Marcozzi, entrambi del M5s:

“Non vogliamo pensare che ci sia un ministero contrariante. Noi, da sempre, abbiamo potuto contare sulla collaborazione del Mit, al di là di chi ci fosse alla guida politica. Io  penso ci sia stato uno strattonamento delle giacchette ministeriali, per fare in modo che nel comunicato del ministro Toninelli ci fossero anche quelle due gocce d’inchiostro, che riportavano il nome di una consigliera regionale di opposizione, descritta come colei che poteva chiarire ciò che non è chiaro della norma o della condotta ministeriale. Noi vogliamo che ci sia un’interlocuzione istituzionale, come si confà dentro un ordinamento civile, tra i vertici delle regioni Abruzzo e Lazio, il ministero delle Infrastrutture e il ministero delle Finanze, anche in occasione del prossimo Cipe, dove si dica chiaramente che l’eventuale prestito mensile, si dà luogo per attivare i cantieri, e si esaurisce nel dicembre del 2018”.

Il riferimento di D’Alfonso è al comunicato stampa con il quale ministro Toninelli, alcuni giorni fa, ha provato a fare chiarezza sul dl Genova. Nel comunicato  veniva citata “l’intesa” con la consigliera del M5s, Sara Marcozzi, candidata alla presidenza della Regione alle prossime elezioni.

L’ex governatore abruzzese poi ha messo in luce:

“Noi non vogliamo nient’altro che la certezza del ripristino. Sono rimasto meravigliato quando ho letto l’articolo 16 del decreto legge Genova, dove semplicemente si assume il danaro dagli Fsc riferiti all’Abruzzo e non c’è quel verbo fondamentale che stabilisce il ripristino. E’ urgente, importante e non rinviabile la conclusione dei lavori di messa in sicurezza dell’autostrada A24 e A25, poiché sta per finire la vita tecnica dell’autostrada, completata nel 1974, con i primi lotti iniziati nel 1966. Dunque vogliamo che si faccia la manutenzione, ma vogliamo la ricomposizione dell’intera consistenza dei fondi destinati all’Abruzzo”.

Infine D’Alfonso ha sottolineato:

“I lavori incombenti abbisognano di ulteriori 200 milioni di euro e e su questo aspetto, in questi anni, noi abbiamo messo in campo un’attività di pressione istituzionale. C’è una nota molto significativa, iniziata a maggio, con la quale abbiamo accelerato le attività di approvazione delle perizie tecniche riguardanti questi lavori e abbiamo iniziato a cercare la copertura finanziaria, con i ministeri competenti che hanno cominciato a rappresentare che nell’incombenza dell’urgenza non avevano la disponibilità di cassa per completare i lavori. Nel maggio 2018 allora ho scritto al ministro dei Lavori pubblici, per dire che se ci fosse stato bisogno di pescare negli Fsc, potevano prendere le risorse in prestito temporaneo, escludendo tutte quelle procedure che erano state contrattualizzate o che si trovavano in esercizio amministrativo. Nel Piano Operativo nazionale c’erano due bersagli, ovvero i 15 milioni per l’allungamento dell’asse attrezzato fino al porto e 30 milioni derivanti dagli investimenti per il rinnovo del materiale rotabile, ma noi precisammo che si doveva trattare soltanto di un prestito di cassa, che poi avrebbe generato immediata ricomposizione”.

 

 

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