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Francavilla, giallo sulla mostra di Michetti. L’esperto accusa: “Opere false in esposizione”

Francavilla, giallo sulla mostra di Michetti. L’esperto accusa: “Opere false in esposizione”


FRANCAVILLA AL MARE, 21 luglio – E’ giallo a Francavilla al mare sulla mostra “Nella gioia del sole, Michetti e il Cenacolo di Francavilla” dedicata a Francesco Paolo Michetti. Tra i lavori esposti, provenienti da collezioni private e pubbliche, vi è un gruppo di opere che sta facendo discutere in modo particolare, poiché dei collezionisti ed alcuni tra i massimi esperti del pittore hanno espresso dei dubbi sulla loro autenticità. Interviene sulla vicenda anche il docente universitario Fabio Benzi, curatore del catalogo generale delle opere di Michetti di prossima uscita, il quale chiede di chiudere “pietosamente e velocemente” la mostra.

La mostra di Francavilla, inaugurata al Museo Michetti il primo giugno scorso, andrà avanti fino a domenica, ma è intenzione degli organizzatori prorogarla.

Con una lettera Fabio Benzi – docente dell’Università ‘D’Annunzio’, da più di 20 anni studioso di Michetti e da circa 10 impegnato nella realizzazione del Catalogo generale coadiuvato da un comitato scientifico composto da tre studiosi – interviene sulla questione, su sollecitazione dei collezionisti che hanno espresso dubbi sull’autenticità del gruppo di opere.

Gruppo di opere, sottolinea l’esperto, “che conosco da molti anni e che a mio parere non ha nulla a che fare col maestro abruzzese, uno dei maggiori artisti italiani dell’Ottocento. Sono molto perplesso di fronte a un’operazione così sfrontata”, osserva.

Sottolineando di essere “preventivamente consultato per qualsiasi operazione su Michetti per evitare errori drammatici”, Benzi riferisce che “anche per questa mostra sono stato consultato, per un’opera inedita, mentre sono stato espressamente tenuto all’oscuro di un gruppo di opere improponibili che sono state rovesciate improvvidamente nell’esposizione. Il perché mi è ignoto”.

“Decine di persone e di colleghi mi stanno interpellando affinché faccia sentire la mia voce – si legge ancora nella lettera – Alcuni collezionisti seri, resisi conto della situazione, che a dire il vero è eclatante, hanno negato non solo il prolungamento del prestito delle loro opere autentiche, ma anche la stessa pubblicazione in un catalogo, non ancora pubblicato alla fine della mostra, che sarebbe risultato infamante. In vista dell’uscita del Catalogo Generale, nel quale simili opere mai verranno inserite, pensavo di ignorare la questione, ma mi è stato detto insistentemente che ‘l’Abruzzo non merita un’onta così vergognosa’. Forse è vero, e allora chiedo a chi quella mostra ha organizzato, di chiuderla pietosamente e velocemente. Per il bene di Michetti”, conclude Benzi.

Il docente ricorda che “il problema dei falsi Michetti emerse prestissimo, quando l’artista era ancora vivo, almeno dalla fine degli anni ottanta dell’Ottocento” e che “la questione si è riproposta, in Abruzzo, pochi anni fa, quando è stato scoperto dalla guardia di finanza un prolifico falsario di Michetti”.

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