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Francavilla, Palazzo Sirena va giù e sul web infuria la polemica. Sinistra Italiana: “Sindaco sceriffo”

Francavilla, Palazzo Sirena va giù e sul web infuria la polemica. Sinistra Italiana: “Sindaco sceriffo”


FRANCAVILLA, 23 agosto 2017 – Palazzo Sirena va giù. Sono iniziati ieri sera, e sono proseguiti senza sosta nella notte e questa mattina, i lavori per l’abbattimento di una parte dello storico edificio francavillese, realizzato nell’immediato dopoguerra sui resti di un palazzo in stile liberty. Dell’attuale struttura rimarrà la caratteristica torre, che al suo interno ospita l’auditorium, mentre verrà realizzata una nuova piazza, molto più ampia, senza autovetture in superficie, ma con un parcheggio sotterraneo. Un progetto sul quale si è speso con forza il sindaco Antonio Luciani, che in queste ore è finito al centro di un’aspra polemica. Sul web e sui social network fioccano commenti di segno opposto, anche sulla scorta dell’estremo tentativo di salvare l’edificio, effettuato dai consiglieri comunali di opposizione Stefano Di Renzo, di Mdp-Articolo 1, e Alessandro Mantini, della coalizione di centrodestra, che nella giornata di ieri si sono recati a Chieti, presso gli uffici della Soprintendenza ai beni culturali e archeologici. Al termine dell’incontro, la soprintendente Rosaria Mencarelli ha inviato una lettera al sindaco Luciani, invitandolo a sospendere i lavori, in quanto le procedure di verifica non sarebbero ancora ultimate. Il messaggio, però, recapitato intorno alle 17 all’indirizzo di posta elettronica del sindaco, è rimasto inascoltato.

Questo il testo del messaggio inviato ieri pomeriggio, tramite posta elettronica certificata, dalla soprintendente Mencarelli al sindaco Luciani:

“In riferimento alle vicende che stanno in queste ore interessando il Palazzo Sirena, avendo appreso dai consiglieri comunali Di Renzo e Mantini che l’amministrazione comunale è nell’imminenza di procedere a opere di demolizione sul palazzo, si ricorda che a norma della legge vigente, il procedimento per la verifica di interesse culturale su Palazzo Sirena, avviato da questo ufficio, non è ancora concluso. Infatti, spetta alla Commissione regionale per il patrimonio culturale dichiarare con apposito decreto l’esito positivo o negativo del procedimento avviato. Pertanto, nelle more dell’incontro previsto con lei, per mecoledì 30 agosto, si chiede, nello spirito di leale, fattiva collaborazione fra enti, di sospendere le operazioni intraprese”.

Sulla base di quanto affermato dalla soprintendente, dunque, a termini di legge mancherebbe ancora un passaggio per il via libera all’abbattimento dell’opera. Un passaggio che il sindaco Luciani ha scelto di non tenere in considerazione, assumendosi una rilevante responsabilità politica, anche di fronte alla legge. E’ lo stesso primo cittadino di Francavilla a rivendicare la sua decisione con una lunga missiva inviata alla Mencarelli, resa pubblica sul suo profilo Facebook:

“Sono stato eletto nel 2011 alla mia prima candidatura. Nei primi 5 anni di mandato mi sono dedicato al ruolo notte e giorno sempre con spirito di sacrificio ed al solo ed esclusivo scopo, lo affermo a lei per la prima volta, di dimostrare ai miei figli che il nostro Paese poteva cambiare, che un’amministrazione corretta, trasparente, leale e fattiva poteva consentire anche ad una città in crisi e piena di debiti come la nostra di aspirare a un futuro migliore per le prossime generazioni. Ho chiaramente rotto gli schemi, ma l’enorme sacrificio ha prodotto qualcosa. Nonostante l’opposizione feroce dei Consiglieri comunali Mantini e Di Renzo, siamo riusciti a dotare Francavilla di una nuova Caserma dei Carabinieri, di un nuovo Asilo comunale, di un nuovo complesso sportivo per il pattinaggio, di un nuovo centro sportivo con sei campi da gioco; abbiamo ristrutturato una scuola elementare migliorandola sismicamente, e stessa operazione stiamo completando con due scuole medie; realizzato marciapiedi sul ponte del fiume Alento, in viale Nettuno, nei pressi di piazza Tirreno, in via Adriatica; realizzato una splendida pista ciclopedonale che ha consentito e consente ai cittadini di tornare a guardare il mare nella zona nord; siamo riusciti ad ottenere finanziamenti per completare finalmente il porto turistico (cosa che avverrà nei prossimi mesi) bloccato da dieci anni; abbiamo realizzato piazza Sant’Alfonso trasformando un’aiuola spartitraffico in una vera piazza; efficientato la pubblica illuminazione, migliorato i servizi, eliminato gli sprechi; abbiamo realizzato a sud un’opera denominata “Stadio del Mare”; ristrutturato l’Auditorium Sirena, ottenuto giusti investimenti e lavori contro l’allagamento continuo al quale era prima assoggettata la Variante Anas. Ma la cosa più importante è che abbiamo restituito alla nostra comunità una dignità e uno spirito di appartenenza che erano sopiti”.

Dopo avere elencato i risultati conseguiti, il sindaco rimarca la massiccia investitura popolare che ha sancito la sua elezione, ricordando che l’abbattimento di una parte dell’opera era prevista nelle sue linee programmatiche:

“Nel 2016 sia l’avvocato Mantini che l’avvocato Di Renzo si sono candidati contro di me. Il risultato è stato un plebiscito al primo turno: Luciani n. 9232 voti, Mantini n. 2133 voti, Di Renzo n. 821 voti. Nelle mie Linee Programmatiche di Governo presentate al Consiglio comunale ed approvate a larghissima maggioranza ho scritto: l’Auditorium-Torre dovrà essere liberato dall’ingombrante peso di una struttura non più funzionale e funzionante che ha fatto il suo tempo e che dovrà lasciare spazio ad una splendida piazza aggregante, capace di mettere in risalto un nuovo simbolo della città, impreziosito da un’opera d’arte dello scultore Igor Mitoraj, per troppo tempo dimenticata e non valorizzata. L’Auditorium Sirena, una volta demolito ed eliminato l’ingombrante Palazzo Sirena, potrà nascere e segnare per decenni una nuova epoca. Una potente azione del terzo millennio che renderà giustizia alla città da sempre contraddistinta per l’eccesso di volumi nella fascia costiera. La riduzione dei volumi effettuata dal pubblico, che darà l’esempio, finalmente, per dimostrare la capacità di imparare dai propri errori”.

Infine la parte del messaggio nella quale Luciani replica a muso duro alle accuse dei suoi oppositori e ingaggia un autentico scontro istituzionale con la Soprintendenza:

“Ora Lei mi chiede di sospendere i lavori, “avendo appreso dai consiglieri comunali Stefano Di Renzo ed Alessandro Mantini che l’Amministrazione è nell’imminenza di procedere ad opere di demolizione sul palazzo”. Ebbene, come Lei ben sa con mia Pec datata 21/7/2017 io le avevo dato la stessa identica informazione. Lei, con Pec datata 27/7/2017, mi ha risposto che “la procedura relativa alla dichiarazione dell’interesse particolarmente importante… si è ultimata per quanto di competenza di questo ufficio”. Lo spirito di leale e fattiva collaborazione che Lei cita non si riscontra in una preghiera di sospendere i lavori nel pieno centro cittadino e con buona parte del Palazzo già demolita dopo sei anni di discussione. Io dovrei ora dire ai miei cittadini di avere pazienza, di sopportare un cantiere in centro città per tutto il tempo necessario a una discussione infinita e che non finirà mai perché non ha per Mantini e Di Renzo il merito ma solo lo scopo di fermare il progresso, la crescita della città e della comunità. Anche quando nel 2012 e nel 2013 dovetti abbattere 40 tigli su viale Nettuno, destra e sinistra (come questa volta) si trovarono alleate magicamente; fu fronte comune per creare la palude, quel luogo indefinito nel tempo e nello spazio dove non si decide mai; nel quale anche chi è stato eletto con il secondo consenso percentuale più alto d’Italia non ha diritto di attuare il suo programma elettorale. Leale e fattiva collaborazione? Io non vivo di politica e sono certo di essere nel giusto. Ho condiviso tutto con i miei cittadini e a loro, solo a loro, devo lealtà e fattiva collaborazione. Lo devo anche ai miei figli ai quali non vorrei far vedere che non ce l’ho fatta. Già, perché, cara Dottoressa, l’unica alternativa che mi lascia alla prosecuzione dei lavori sarebbero le mie irrevocabili dimissioni ed il mio totale e definitivo abbandono della cosa pubblica e della politica”.

La cittadinanza è spaccata. Sul web c’è chi schiera dalla parte del sindaco e chi contesta l’abbattimento dell’opera. Il consigliere di opposizione Di Renzo non si dà per vinto e questa mattina, davanti a Palazzo Sirena, ha tenuto un incontro, alla presenza di esperti e cittadini, per manifestare la propria indignazione in merito alla scelta dell’amministrazione comunale.

La vicenda sta facendo rumore e ha richiamato l’attenzione di altri esponenti del mondo politico abruzzese. Il consigliere regionale Camillo D’Alessandro, del Pd, prende le difese del sindaco con un post su Facebook:

“Perché sto con Antonio Luciani senza se e senza ma, nel merito e nella forma. Una lettera, anche di un Sovrintendente, non può sostituire la democrazia che ha stabilito chi vince sulla base di un programma . Chi ha votato Antonio Luciani sapeva benissimo, lo sa tutto l’Abruzzo, non può non saperlo una articolazione dello Stato, a cantiere in corso tra l’altro, che era stata programmata ed avviata la demolizione di una parte, chiaramente non vincolata, del Palazzo Sirena. Viene da chiedersi dove stavano i “NOisti ” di destra e sinistra, dove stava la sovrintendenza quando Francavilla veniva cementificata a tal punto da associare per sempre a Francavilla, non certo il mare, la cultura, il cenacolo, il turismo, le notti estive, ma la peggiore terminologia usata in urbanistica, per indicare lo scempio della cementificazione, ovvero la ” francavillizazione”. Poi la democrazia scopre, trova, sceglie un sindaco della rinascita, la Città torna a vivere e ad avere ambizioni. Un sindaco che una volta ha vinto, poi rivince avendo come avversari proprio i NOisti, con programmi chiari e contrapposti. Come noto stravince Luciani con il suo programma. Dunque: cosa resta della democrazia ?”.

Di segno opposto il comunicato diramato dal segretario regionale di Sinistra Italiana, Daniele Licheri e dalla segretaria provinciale della federazione di Chieti, Marisa D’Alfonso:

“A nulla sono valsi gli appelli. Senza aspettare un parere definitivo della Regione, il sindaco-sceriffo di Francavilla fa abbattere di notte Palazzo Sirena, nonostante l’invito della sovrintendenza ad aspettare che il procedimento di verifica sul palazzo Sirena fosse concluso. Il sindaco-sceriffo  reputa che “non c’e’ un valore storico o architettonico da difendere”, risponde che la città è sua, perché ha preso i voti,  fa come gli pare e dunque abbatte. Ma proprio perché governa con un mandato pieno riteniamo che Luciani abbia più responsabilità e non  meno. Se passa l’idea che chi vince fa come gli pare costruiamo un paese peggiore per noi e per i nostri figli perché rischiamo di far passare un messaggio pericoloso: voglio fare una cosa e me ne infischio delle regole. Il metodo utilizzato dal sindaco di Francavilla e le motivazioni addotte nella sua lettera sono il delirio di un malato di onnipotenza, la sua lettera lo fa sedere subito dalla parte del torto. Avrebbe potuto indire un referendum cittadino,  discutere con gli architetti che si sono schierati contro,  poteva aspettare anche un altro anno visto che l’edificio e lì da dopo la guerra, costruito da ex partigiani, ex deportati e reduci della guerra. Invece ha scelto la via dello scontro e della spettacolarizzazione dell’abbattimento trasformando la città in un’Arena. Oggi è una brutta giornata non solo per il risultato, ma per come ci si è arrivati: il metodo è sostanza è qui siamo al delirio di onnipotenza. Sinistra Italiana è a disposizione con il proprio consigliere regionale e i propri deputati per fare in ogni luogo possibile una dura battaglia politica e sosteniamo la battaglia che andrà avanti insieme ai comitati”.

Francesco Cutugno, che alle ultime elezioni amministrative era candidato nella lista “Sì per Francavilla”, a sostegno del sindaco Luciani, mette in luce:

“In vista del voto c’era un accordo per sostenere Luciani sulla base di tre punti programmatici, tra i quali rientrava l’intesa per ridiscutere l’abbattimento di Palazzo Sirena, aprendo un dibattito con i cittadini. Nonostante le rassicurazioni fornite da Luciani, non c’è stato alcun coinvolgimento della cittadinanza. Inoltre è vero che dell’abbattimento dell’edificio si parlava dal 2012, ma Luciani non ha mai inserito questo punto nel suo programma elettorale”.

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