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Giulianova, guerra tra primari sul diritto d’autore su un opuscolo: per il Tribunale non vi fu plagio

Giulianova, guerra tra primari sul diritto d’autore su un opuscolo: per il Tribunale non vi fu plagio

TERAMO, 3 dicembre – Assolta perché il fatto non sussiste. Si è concluso così, questo pomeriggio, il processo per plagio che vedeva imputata la dottoressa Maria Giovanna Nespoli, direttore dell’unità operativa semplice dipartimentale malattie metaboliche, epatologia e fisiopatologia della nutrizione dell’Ospedale di Giulianova, finita davanti al giudice perché accusata da un collega di aver copiato un opuscolo, utilizzato nel trattamento dell’obesità. Alla professionista veniva contestato il reato di violazione del diritto d’autore.

Nel corso del processo, che vedeva come parte civile il dottor Paolo De Cristofaro, ex dirigente del centro regionale di fisiopatologia della nutrizione della Asl di Teramo, il giudice Belinda Pignotti dopo aver ascoltato i due consulenti di parte, il professore Domenico Giordano per la difesa della dottoressa Nespoli, e il professore Andrea Tatafiore per la parte civile, che erano arrivati a conclusioni differenti, aveva nominato un proprio consulente tecnico per una nuova perizia sull’opuscolo contestato. Perizia che aveva escluso ogni ipotesi di plagio.

Il fascicolo che aveva portato la dottoressa Nespoli a processo era nato da una denuncia del dottor Paolo De Cristofaro, che accusava la collega di aver riprodotto, senza averne diritto e senza alcuna autorizzazione, una sua opera intitolata “Guida personalizzata all’educazione e all’autogestione alimentare”, consistente in un opuscolo per il trattamento terapeutico dell’obesità e dei disturbi alimentari.

Secondo l’accusa, come riportato nel capo di imputazione,  all’opuscolo originale sarebbero state apportate delle “modifiche del tutto marginali (sia sul piano contenutistico che della complessiva impostazione grafica)” per poi utilizzarlo “correntemente nello svolgimento dell’attività del centro nutrizionale senza la necessaria autorizzazione del suo autore”.

Il dottor De Cristofaro, nel processo, era assistito dall’avvocato Gliatta, che ha preannunciato la volontà, una volta che saranno depositate le motivazioni della sentenza (per le quali il giudice si è preso 90 giorni)  mentre la dottoressa Nespoli era difesa dall’avvocato Marconi.

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