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Incendi Abruzzo, D’Alfonso pensa al rimboschimento. Il Wwf: “Sarebbe una sciagura”

Incendi Abruzzo, D’Alfonso pensa al rimboschimento. Il Wwf: “Sarebbe una sciagura”

L’AQUILA, 9 settembre 2017 – Dopo gli incendi che nel corso dell’estate hanno flagellato l’Abruzzo, il presidente Luciano D’Alfonso ha convocato una riunione in Regione, prevista per il 13 settembre, con l’obiettivo di valutare la possibilità di chiedere una deroga al divieto, previsto dalla legge, di rimboschimento immediato delle aree devastate dal fuoco. Lo spirito della norma è quello di scoraggiare gli appetiti di quelle imprese che operano nel settore e che potrebbero essere tentate da scorciatoie al di fuori della legge. Finalità che il Wwf condivide integralmente e che spingono l’associazione a ribadire la propria ferma contrarietà al rimboschimento. “Semmai sciaguratamente si propendesse per questa opzione – fa sapere il Wwf Abruzzo – sarebbe un gravissimo errore da ogni punto di vista”.

Secondo il Wwf il primo errore è stato già soltanto quello di parlarne:

“Lo hanno fatto l’assessore Andrea Gerosolimo e qualche giorno dopo il presidente D’Alfonso, a roghi in corso. Annunciare una simile intenzione avrebbe potuto, e non si può escludere che ciò sia realmente accaduto, indurre i piromani ad intensificare la propria azione”.

C’è poi un secondo errore, che sarebbe stato commesso, a giudizio degli ambientalisti:

“Quello di escludere il Parco Nazionale della Majella dal tavolo del 13”.

Il Wwf poi esprime la propria opposizione al rimboschimento, anche per ragioni di ordine naturalistico:

“Un errore ancora più grande sarebbe quello di dare seguito a quegli incauti annunci, sia dal punto di vista naturalistico che da quello economico. Ci sarebbe infatti un enorme spreco di risorse a danno e non in favore della montagna. Come il Wwf ha già avuto modo di scrivere in un comunicato del 28 agosto scorso: un bosco artificiale si riconosce immediatamente per avere alberi tutti uguali, della stessa altezza e più o meno alla stessa distanza l’uno dall’altro. Un ambiente poco attrattivo, monotono e penalizzante dal punto di vista dello sviluppo della biodiversità, del tutto improprio in un’area naturalistica di pregio. La ripresa naturale della vegetazione, anche se richiede tempi più lunghi, ha tutt’altro aspetto, naturale appunto, e garantisce, attraverso una accentuata biodiversità vegetale, la presenza di numerose e diversificate specie animali”.

Gli ambientalisti rimarcano:

“Che oggi si parli di rimboschimento significa soltanto che non siamo stati capaci di imparare dagli errori del passato e che peraltro vogliamo rischiare di far rinascere la spirale perversa fiamme-ripiantumazione che la legge vuole combattere. Quelli che possono servire sono unicamente interventi puntuali di messa in sicurezza, ovviamente con ingegneria naturalistica, a fronte di eventuali criticità in relazione al dissesto idrogeologico. Per il resto occorre lasciare che la natura faccia il suo corso e niente altro. Più che mai in un Parco Nazionale”.

Sulla stessa linea si è schierato il Consiglio comunale di Sulmona, che ha votato all’unanimità un ordine del giorno nel quale si boccia chiaramente l’ipotesi del rimboschimento e si sostiene invece che bisogna favorire “un naturale e fisiologico ripristino della vita del Morrone, anche e non solo al fine di evitare speculazioni di qualsiasi natura”. Posizioni analoghe sono state espresse  da altre amministrazioni locali della zona, come quella di Pratola Peligna.

Il delegato del Wwf Abruzzo, Luciano Di Tizio, in conclusione afferma:

“La Società Botanica Italiana e qualificati dipartimenti universitari, compreso quello dell’Aquila, studiano da anni queste problematiche e saprebbero ben consigliare la strada giusta da seguire. I rimboschimenti, tanto di moda in passato, in particolare nella prima metà del secolo scorso, hanno provocato danni alla biodiversità, oltre a favorire indirettamente i malintenzionati e le fiamme, per via proprio del giro di denaro che tali scelte hanno comportato. Lo abbiamo detto più volte e lo ribadiamo con forza: bisogna contrastare e non favorire gli interessi economici legati agli appalti post-incendio per le operazioni di rimboschimento. D’Alfonso dimostri di avere a cuore ciò che conta per la stragrande maggioranza degli abruzzesi e non gli interessi economici di pochi, dannosi peraltro per l’ambiente, cancellando dalla propria agenda questa idea sbagliata”.

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