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Inchiesta Earthquake: dopodomani gli interrogatori degli arrestati

Inchiesta Earthquake: dopodomani gli interrogatori degli arrestati


PESCARA, 17 ottobre  – Si terranno mercoledì mattina, a partire dalle 10.30, davanti al gip del tribunale di Pescara Gianluca Sarandrea, gli interrogatori di garanzia dei setti arrestati nell’ambito dell’inchiesta “Earthquake” sulla gestione della ricostruzione seguita al terremoto del 2009 a L’Aquila.

Gli arrestati, accusati a vario titolo di associazione a delinquere, corruzione, concussione, turbativa d’asta, falso in atto pubblico e induzione indebita a dare o promettere, sono Angelo Melchiorre, 61 anni, in qualità di responsabile tecnico del Comune di Bussi; Antonio D’Angelo, 58 anni, in qualità di responsabile unico del procedimento della gara per la progettazione esecutiva e per l’esecuzione dei lavori di ricostruzione della scuola elementare e materna “V. Clemente” di Bugnara; Emilio Di Carlo, 54 anni, in qualità di direttore dei lavori e progettista degli aggregati 43 e 45 del Comune di Bussi; Marino Scancella, 65 anni, in qualità di architetto incaricato della progettazione dell’aggregato 30 del Comune di Bussi. Gli altri tre arrestati sono umbri: l’imprenditore Stefano Roscini, 49 anni; l’ex colonnello dell’esercito Giampiero Piccotti, 80 anni; il tecnico ed ex consigliere comunale del Comune di Gubbio Angelo Riccardini, 55 anni.

Le indagini, condotte dal Corpo Forestale di Pescara e coordinate dal procuratore capo facente funzioni della Procura della Repubblica di Pescara, Cristina Tedeschini, insieme ai sostituti Anna Rita Mantini e Mirvana Di Serio, hanno preso il via dalle dichiarazioni rese da un imprenditore umbro aggiudicatario di tre appalti per la ricostruzione degli aggregati edilizi del Comune di Bussi sul Tirino, per un valore pari ad otto milioni di euro, a seguito di una richiesta, da parte del direttore dei lavori, di una tangente del 12% del valore degli appalti (corrispondente a 960 mila euro), al fine di dividerla con altri tecnici coinvolti.

Nel corso delle indagini, inoltre, sarebbe emersa l’esistenza di un vero e proprio “Piano Abruzzo“, incentrato su un sistema di tangenti relativo alla gestione, unitaria e organizzata, dell’attività edilizia sugli edifici danneggiati dal sisma a Bussi sul Tirino e Bugnara.

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