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Indagine epidemiologica su Bussi, la Regione: “Migliaia le famiglie coinvolte”

Indagine epidemiologica su Bussi, la Regione: “Migliaia le famiglie coinvolte”


PESCARA, 3 marzo – Saranno migliaia le famiglie interessate dall’indagine epidemiologica voluta dalla Regione sull’inquinamento del sito di Bussi, con una finestra temporale che andrà, molto probabilmente, dal 1995 al 2014.  E’ quanto emerso questa mattina nel tavolo tra il diretto generale dell’ente Cristina Gerardis e gli enti regionali e nazionali chiamati a lavorare all’indagine: dall’Istituto superiore della sanità all’Agenzia regionale della sanità, fino alle Asl, allo Zooprofilattico e all’Arta.

Lo studio, secondo quanto stabilito,  coinvolgerà i consumatori finali di acqua potabile captata a valle dell’area industriale di Bussi e si arricchirà anche dell’analisi delle abitudini delle famiglie interessate al consumo di acqua potabile, cercando soprattutto di capire il profilo del consumatore finale in relazione anche all’età.

“La presenza dell’Istituto superiore della Sanità  nella figura del direttore del reparto di Epidemiologia ambientale Pietro Comba – sottolinea il direttore generale – è la conferma che vogliamo portare avanti un discorso serio dal punto di vista scientifico per dare risposte certe e autorevoli ai cittadini abruzzesi, chiaramente frastornati per non dire impauriti dopo i fatti emersi nella vicenda della discarica di Bussi. L’approccio che oggi ci ha proposto Pietro Comba ci sembra assolutamente condivisibile e la volontà degli enti regionali chiamati a partecipare attivamente all’indagine, è la conferma che siamo sulla strada giusta”.

Nel  realizzare l’indagine si partirà dall’elenco delle utenze che hanno utilizzato l’acqua proveniente dai pozzi dell’area di Bussi.

“La finestra temporale dell’indagine – spiega Pietro Comba – sarà presumibilmente dal 1995 al 2014. Nello specifico, intendiamo incrociare i dati di coloro che hanno consumato quest’acqua con degli indicatori di salute su ricoveri ospedalieri e cause di mortalità registrati in regione per avere una misura della possibile maggiore diffusione di malattie legate al consumo dell’acqua e capire se esiste un nesso tra le due circostanze”.

Verranno inoltre creati due tavoli operativi che alla fine incroceranno i dati raccolti.

“Sappiamo benissimo di intraprendere un cammino che non sarà agevole – dichiara Cristina Gerardis -,ma mi sembra che sia forte anche la volontà politica di capire quanto ha inciso sulle nostre vite la vicenda dell’inquinamento dell’area industriale di Bussi. Mi sembra che questa sia l’unica strada percorribile in grado di dare risposte ai cittadini sullo stato della salute pubblica”.

Il prossimo incontro del tavolo è stato fissato per il mese di aprile.

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