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Piccole imprese e commercio chiedono provvedimenti straordinari per i danni da maltempo

Piccole imprese e commercio chiedono provvedimenti straordinari per i danni da maltempo

PESCARA, 17 gennaio – Una mazzata sull’economia, il maltempo che, ormai dall’Epifania, sta imperversando in Abruzzo, mettendo in ginocchio la gran parte degli imprenditori della Regione. Per questo Confesercenti regionale chiede un indennizzo straordinario per le piccole e medie imprese del commercio, del turismo, dei servizi e dell’artigianato.

Il presidente Daniele Erasmi e il direttore Lido Legnini bussano alla porta della Regione prospettando lo stato di una categoria che ha necessità immediata  di un sostegno, sono necessari, infatti, anche provvedimenti immediati, come lo slittamento a fine mese delle scadenze fiscali del 16 gennaio, ed una riapertura immediata dei termini per ricorrere alla cassa integrazione straordinaria per i dipendenti delle piccole imprese.

“Questa situazione si ripercuote non solo sui fatturati delle aziende, ma anche sulla possibilità di pagare tasse, imposte, stipendi e contributi. – dicono Erasmi e Legnini –  Chiediamo con decisione che le piccole imprese abbiano gli stessi diritti delle grandi: cassa integrazione straordinaria per i dipendenti e indennizzo straordinario per i titolari. Solo così si riuscirà a dare una risposta a migliaia di famiglie che rischiano di non vedere un centesimo a fine mese”.

In ginocchio anche il settore del commercio, penalizzatissimo in un momento particolarmente delicato:

I saldi rappresentano circa il 30 per cento degli incassi di ogni negoziante: quest’anno sono stati azzerati dal maltempo e le previsioni indicano che il maltempo continuera’ a perdurare. Per questo chiediamo a nome della categoria del commercio della provincia di Pescara lo stato di crisi e l’immediata riapertura dei termini per la cassa integrazione delle piccole imprese”,  sottolineano il presidente provinciale di Confesercenti Raffaele Fava ed il direttore Gianni Taucci.

L’associazione ha fatto una prima ricognizione della situazione nei principali comuni della provincia:

“La situazione è devastante e il commercio in questa provincia, specialmente nei centri maggiori di Pescara, Montesilvano, Spoltore, Citta’ Sant’Angelo, Penne, Popoli, Scafa e Manoppello, dove è alta la distribuzione di negozi di abbigliamento e accessori – dicono Fava e Taucci – rischia di subire un colpo mortale. Sono a rischio circa 1.000 posti di lavoro, una quota rilevante dei collaboratori delle attività commerciali, che senza gli incassi dei saldi sono al collasso”.

Confesercenti ha scritto a tutti i sindaci della Provincia di Pescara, al prefetto ed alla Regione Abruzzo per sollecitare la dichiarazione dello stato di crisi, ed alla commissione tripartita di riaprire i termini per consentire alle piccole imprese del commercio di ricorrere agli ammortizzatori sociali, come la cassa integrazione, in considerazione della straordinarietà dell’evento.

Sulla stessa linea anche Confcommercio Chieti che chiede la sospensione o, almeno, la dilazione dei pagamenti in scadenza a fine mese per i commercianti al dettaglio della città

“Giunti, ormai, allo stremo delle forze. Ci sono decine di attività commerciali- afferma Marisa Tiberio, presidente provinciale Confcommercio Chieti- che hanno battuto l’ultimo scontrino il 5 gennaio scorso, ovvero due settimane fa, senza dimenticare le numerose imprese che devono fare i conti da 48 ore, al pari delle famiglie, con la prolungata mancanza di energia elettrica. E’ chiaro che la categoria è esasperata ed è impossibilitata a pagare, entro fine mese, i fornitori che busseranno cassa.”

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