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Processo Aca, Livello risponde al pm. Di Cristoforo non si presenta

Processo Aca, Livello risponde al pm. Di Cristoforo non si presenta

PESCARA, 24 settembre – Presente il direttore tecnico Lorenzo Livello, assente l’ex presidente Ezio Di Cristoforo, nel giorno dell’esame degli imputati, davanti al tribunale collegiale di Pescara, nell’ambito del processo sulle presunte tangenti negli appalti affidati dall’Aca. Le accuse, per fatti risalenti ad un periodo compreso tra il 2010 e il 2013, sono per entrambi di corruzione e turbativa d’asta.

Incalzato dal pm Anna Rita Mantini, Livello ha confermato di essere stato Responsabile unico del procedimento per la gran parte degli appalti e di avere redatto le liste delle aziende da invitare alle gare. “Le ditte da invitare – ha detto in aula Livello – venivano selezionate da un elenco di circa 450 aziende, in regola con i requisiti e scelte di volta in volta nel rispetto del criterio della rotazione, ma anche della casualità, poiché poteva accadere che dovessi apportare delle correzioni”.

Il direttore tecnico dell’Aca, sollecitato dall’accusa, ha negato di avere favorito in alcun modo l’imprenditore Claudio D’Alessandro, che nell’ambito dello stesso procedimento ha scelto di patteggiare, confermando l’esistenza di un sistema di tangenti e gare truccate, e sostenendo di essere stato costretto a pagare per non essere escluso dall’aggiudicazione degli appalti. Livello ha detto di non sapere che diverse aziende, invitate a partecipare ad una gara nel 2011, fossero riconducibili a D’Alessandro e di non sapere come mai lo stesso D’Alessandro fosse in possesso della tabella con l’elenco delle aziende che avrebbero dovuto ruotare. “Non escludo che sia entrato nel mio ufficio quando non c’ero – ha affermato il direttore tecnico dell’Aca – e che abbia fatto delle fotocopie abusivamente”.

Livello ha detto di avere incontrato Claudio D’Alessandro “solo una volta, sotto al bar dell’ufficio, per un caffè, mentre un’altra volta gli chiesi se aveva un operaio libero, in quanto mia suocera aveva bisogno di un intervento, ed effettivamente mandò una persona a fare dei lavori”.

Il direttore tecnico dell’Aca ha poi affermato di “non avere mai ricevuto alcun suggerimento da Di Cristoforo” per formare le liste con i nomi delle aziende da invitare.

Livello inoltre ha rimarcato:

“Era una guerra, una situazione di criticità generale, con molte aziende sull’orlo del fallimento e ogni giorno c’era qualcuno che veniva da noi per sollecitare i pagamenti”.

Nella prossima udienza, fissata per il 21 gennaio, avrà inizio la discussione.

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