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Prostituzione, 11 arresti a Pescara. Allarme per contagio Hiv /VIDEO

Prostituzione, 11 arresti a Pescara. Allarme per contagio Hiv /VIDEO


PESCARA, 2 mag – Undici arresti per sfruttamento e favoreggiamento della prostituzione: li ha eseguiti la Polizia di Pescara, che ha sgominato un’organizzazione criminale composta da romeni e albanesi. Dalle indagini è emerso che una delle prostitute, una 35enne italiana che esercitava nel centro del capoluogo adriatico, era affetta da Hiv ed Epatite C e potrebbe aver contagiato i suoi clienti. In tal senso, la Polizia invita chiunque possa avere informazioni utili a presentarsi in questura.

L’indagine, partita nel 2016 anche sulla base di segnalazioni di un comitato spontaneo di cittadini, è andata avanti grazie a intercettazioni telefoniche e servizi di personale in borghese, che hanno permesso di verificare e riscontrare i fatti contestati agli indagati, e di mappare le postazioni di lavoro di prostitute già note perché sfruttate da persone coinvolte in indagini precedenti.

Dall’alba è in corso l’esecuzione da parte della polizia delle 11 misure cautelari – otto in carcere e tre ai domiciliari – disposte dal gip Nicola Colantonio su richiesta del pm Gennaro Varone.

— AGGIORNAMENTO —

Cinque i gruppi criminali, due di matrice albanese e tre romena, finiti nel mirino della Polizia. Avevano una struttura organizzativa, seppur minima, adeguata a gestire lo sfruttamento permanente e intensivo della prostituzione. Operavano prevalentemente nell’area della stazione e del centro di Pescara e nella zona Sud della città, nei pressi della pineta dannunziana.

L’attività investigativa, supportata da intercettazioni telefoniche e servizi antiprostituzione, ha consentito di documentare e mappare le postazioni di lavoro delle prostitute, in buona parte già note perché sfruttate da persone arrestate e condannate in passato per reati specifici. I cinque gruppi avevano accordi prestabiliti, al fine di evitare conflitti su strada ed evitare di attirare l’attenzione delle forze dell’ordine, così da massimizzare i profitti.

Profitti che, nel complesso, arrivano ad alcune centinaia di migliaia di euro. Nel caso di una dei gruppi albanesi, a cui è stata contestata anche l’associazione per delinquere, nel giro di poco più di un anno sono stati trasferiti all’estero oltre 120mila euro.

In carcere sono finiti Endrit Gjella, 25 anni, albanese, Stela Shemlliu, 25 anni, albanese residente a Pescara, Hajrije Rrushi, 57 anni, albanese residente a Lucca, Marian Fantana, 33 anni, romeno domiciliato a Pescara, Dan Petre, 40 anni, romeno domiciliato a Montesilvano, Roberto George Nicolae, 37 anni, romeno domiciliato a Pescara, Daniel Geani Birsan, 30 anni, romeno, già detenuto in Romania. Domiciliari, invece, per Pasquale e Antonio Antinucci, 49 e 51 anni, residenti ad Alanno, e Rovino Hushi, 27 anni, albanese residente ad Alba Adriatica. Latitante, infine, Vasile Lincan, 37 anni, rientrato in Romania a gennaio. I due italiani, secondo la ricostruzione della Polizia, avevano il ruolo di gregari.

Gli arresti sono stati eseguiti stamani dalla squadra Mobile della Questura di Pescara, in collaborazione con i colleghi di Teramo e Lucca.

Dalle indagini è emersa anche la presenza di una prostituta autonoma, affetta da Hiv. La donna, una 35enne italiana, è stata bloccata per un furto in ospedale e poi riconosciuta in strada. Esercitava nelle ore serali, nella zona della stazione ferroviaria.

L’autorità giudiziaria, facendo salvi i diritti connessi alla tutela dei dati sensibili delle persone coinvolte, ha autorizzato la diffusione della notizia al fine di acquisire ulteriori elementi utili ad avvalorare l’ipotesi di responsabilità della donna per la possibile trasmissione di queste patologie. La polizia, con l’assoluta garanzia dell’anonimato, invita chiunque abbia notizie utili da riferire, a recarsi negli uffici della squadra mobile.

Il punto della situazione, in conferenza stampa, da parte del questore, Francesco Misiti, e del dirigente della squadra Mobile, Pierfrancesco Muriana, i quali hanno parlato dell’operazione odierna, denominata ‘Mami’, come di un “un chiaro esempio di collaborazione fattiva e proficua tra comitati di cittadini e forze dell’ordine”.

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