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San Martino sulla Marrucina, chiude la Ball Packaging. I 70 lavoratori: “Noi licenziati a Natale”

San Martino sulla Marrucina, chiude la Ball Packaging. I 70 lavoratori: “Noi licenziati a Natale”


SAN MARTINO SULLA MARRUCINA, 23 novembre – E’ a un passo dalla chiusura la Ball Packaging di San Martino sulla Marrucina. I vertici dell’azienda confermano l’intenzione di terminare l’attività dello stabilimento abruzzese e di sviluppare quello di Nogara, in provincia di Verona. Una decisione che apre un autentico dramma per le famiglie dei circa 70 dipendenti abruzzesi e per le altre 15 persone coinvolte nell’indotto.

I lavoratori dello stabilimento della provincia di Chieti reagiscono condividendo sui social la lettera di uno di loro. Una lettera diventata virale e condivisa da moltissime persone solidali con i dipendenti. Una lettera dal titolo quanto mai esplicito:  “La Ball Corporation mi licenzierà a Natale !”.

Nel messaggio si legge:

“Sono passato innumerevoli volte nelle tue mani attraverso il mio lavoro. Sono un lavoratore della Ball Beverage Packaging srl di San Martino sulla Marrucina in provincia di Chieti, dal 1981 in questo stabilimento produco lattine in alluminio da 33cl formato sleek per Coca Cola, Nestlè, Campari, Carlsberg, Peroni, Birra Castello, San Benedetto, Heineken, Ferrero e tanti altri. Il 25, quando saremo tempestati dalle pubblicità scintillanti dei clienti della Ball, sarò seduto attorno a un tavolo con la famiglia per una triste giornata di festa. Quello sarà il mio primo giorno da ex lavoratore, sarò un nuovo disoccupato. Eppure questa azienda non è in crisi e negli anni ha raggiunto tanti traguardi”.

E giù l’elenco delle imprese:

“Nel 1995 premio risultati di qualità Pursuit of Excellence, nel 2005 Lean Enterprise silver award, nel 2006 Lean Enterprise gold award, nel 2007 Mercurio d’Oro Regione Abruzzo, nel 2016 Hoover sustainability award, nel 2016 record di produzione annuale, nel 2018 record di produzione giornaliera con 2.300.000 lattine, oltre 10 anni senza infortuni, assenteismo sotto tutte le medie nazionali (0,2%)”.

Quindi l’amaro interrogativo:

“Come ti sentiresti se la tua azienda decidesse di licenziarti il giorno di Natale pur non essendo in crisi? Se ti negasse disponibilità a farti prendere la cassa integrazione per cercare un nuovo lavoro? Se, oltre a lasciarti per strada, decidesse di non aiutarti nemmeno a cercare una nuova possibilità mostrando un minimo di responsabilità sociale? Io mi sento male, tradito”.

Infine un appello accorato alla condivisione, che ha già avuto i suoi effetti.

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