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Si riaprono le indagini sul caso Straccia, accolta la richiesta dei familiari del giovane

Si riaprono le indagini sul caso Straccia, accolta la richiesta dei familiari del giovane


PESCARA, 5 marzo – Riaperte le indagini sul caso di Roberto Straccia, il giovane universitario di Moresco che il 14 dicembre del 2011, all’età di 24 anni, scomparve a Pescara e che fu ritrovato cadavere, lungo il litorale barese, il 7 gennaio del 2012. E’ quanto ha deciso questa mattina il gip del tribunale di Pescara Elio Bongrazio, accogliendo l’opposizione all’archiviazione presentata dall’avvocato Marilena Mecchi, che assiste i familiari del ragazzo.

Nel marzo del 2017 era stata disposta l’archiviazione del caso, ma l’avvocato Mecchi fece ricorso in Cassazione, “per violazione del contraddittorio”, in quanto non le era stata comunicata la data di udienza per la discussione davanti al Gip.

Per questa ragione, nel novembre scorso, la Cassazione ha annullato il decreto di archiviazione, rinviando gli atti davanti al Gip, che questa mattina ha disposto il supplemento di indagine.

Mecchi ha chiesto che siano ascoltate alcune persone finite al centro di un’intercettazione ambientale nel carcere di Lanciano: durante quella conversazione la fidanzata di un pentito di ’ndrangheta affermò che Roberto venne ucciso da alcuni pregiudicati calabresi, indotti in errore dalla foto pubblicata sul profilo Facebook del ragazzo. L’avvocato ha chiesto di ascoltare anche una parente del ragazzo che avrebbe dovuto essere assassinato al posto di Roberto, la quale, in una deposizione messa a verbale, affermò di avere saputo che la morte di Straccia era stata frutto di uno scambio di persona.

Nei prossimi giorni si conosceranno le motivazioni che hanno determinato la decisione del giudice.

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