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Spaccio lungo la costa teramana: al via il processo a carabiniere e poliziotto

Spaccio lungo la costa teramana: al via il processo a carabiniere e poliziotto

TORTORETO, 5 luglio – Si è aperto questa mattina, davanti al collegio presieduto dal giudice Flavio Conciatori, il maxi processo per spaccio che vede imputate 9 persone tra cui il carabiniere Daniel De Ninis, all’epoca dei fatti in servizio alla stazione di Tortoreto, e il poliziotto Alessandro Marzullo,  all’epoca dei fatti in servizio fuori regione.

Udienza nel corso della quale il giudice ha ammesso i mezzi di prova, rinviando il processo al prossimo 22 novembre quando saranno ascoltati gli ufficiali di polizia giudiziaria che relazioneranno sulle indagini relative ai reati contestati agli imputati e connessi allo spaccio di stupefacenti. Il procedimento, dunque, va avanti, in attesa che la Cassazione si esprima sull’istanza di remissione del processo avanzata dai legali. Istanza sulla scorta della quale gli avvocati del carabiniere e della moglie avevano avanzato, in sede di udienza preliminare, una richiesta di sospensione del processo rigettata dal gup.

Davanti ai giudici oltre a De Ninis, che deve rispondere di diversi reati tra i quali il favoreggiamento personale e  rivelazione ed utilizzazione di segreti d’ufficio, perché secondo l’accusa avrebbe favorito alcuni dei co-indagati rivelandogli notizie sulle relative indagini  di cui era a conoscenza in virtù del suo ruolo, ci sono non solo il poliziotto Alessandro Marzullo ma anche la moglie di De Ninis,  Alessandra Petrini, gli albanesi Elvis Szulc, Olisa Hoxhalli, Lorenc Bekridheli e Julian Reci, l’ascolano Giampaolo Brandi,  e il brasiliano Jorge Junior Del Gado.

Le accuse nei confronti degli imputati vanno, a vario titolo ed in base alle diverse posizioni, dalla detenzione e traffico di stupefacenti alla ricettazione, al favoreggiamento personale, alle lesioni personali aggravate fino all’estorsione e alla violazione della normativa sulla detenzione di armi.

Sul tavolo un vasto giro di spaccio di droga, soprattutto cocaina, lungo la costa teramana, gestito dalla banda di stranieri.  Le indagini erano partite dopo il fermo di uno degli albanesi per spaccio. Ed è proprio indagando sull’albanese e sul giro di spaccio lungo la costa che i militari del reparto operativo di Teramo erano arrivati al carabiniere, a cui viene contestato di aver informato in maniera preventiva alcuni dei co-indagati di controlli e posti di blocco contro lo spaccio programmati sul territorio.

Al poliziotto, invece, che all’epoca dei fatti lavorava fuori regione, vengono contestati in concorso con altri due co-imputati il traffico e la detenzione di 40 chili di marjiuana.

Nel corso delle indagini De Ninis, su richiesta del pm Davide Rosati, titolare del fascicolo, era stato raggiunto da un’ordinanza di dimora a Tortoreto.

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