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Tangenti nel settore Cultura della Regione, ex assessore De Fanis condannato a 6 anni e 10 mesi

Tangenti nel settore Cultura della Regione, ex assessore De Fanis condannato a 6 anni e 10 mesi


PESCARA, 19 luglio – Pesante sentenza di condanna, per l’ex assessore regionale Luigi De Fanis, nel  processo di primo grado sulle tangenti nel settore Cultura della Regione Abruzzo, nato dall’inchiesta “Il Vate”, che nel 2013 portò agli arresti domiciliari lo stesso De Fanis. Il tribunale collegiale di Pescara, presieduto dal giudice Maria Michela Di Fine, ha condannato l’ex assessore a 6 anni e 10 mesi di reclusione, e all’interdizione perpetua dai pubblici uffici. Assolti invece, da tutte le accuse, gli altri tre imputati.

Nello specifico l’ex assessore è stato condannato per i reati di concussione, induzione e tentata induzione indebita a dare o promettere utilità, peculato, truffa e falsità materiale commessa in atto pubblico. È stato invece assolto, “perché il fatto non sussiste”, dalle accuse di abuso d’ufficio e corruzione.

De Fanis dovrà inoltre risarcire, in separata sede, le parti civili che sono la Regione Abruzzo e l’imprenditore dello spettacolo Andrea Mascitti, che con le sue rivelazioni diede il via all’inchiesta. In favore di quest’ultimo il tribunale ha stabilito il pagamento di una provvisionale di 20 mila euro.

Gli altri imputati, tutti assolti “perché il fatto non sussiste”, sono Ermanno Falone, rappresentante legale dell’associazione Abruzzo Antico, Rosa Giammarco, responsabile dell’Agenzia per la promozione culturale della Regione Abruzzo, e l’imprenditore Antonio Di Domenica.

ll pm Anna Rita Mantini, nella sua requisitoria, aveva chiesto condanne a 8 anni per De Fanis, un anno per Falone, 3 anni e 9 mesi per Giammarco e l’assoluzione per Di Domenica.

Al centro del processo le modalità di erogazione dei contributi regionali in base alla legge regionale n.43/73, che disciplina l’organizzazione, l’adesione e la partecipazione a convegni ed altre manifestazioni culturali.

Tra gli episodi oggetto di contestazione, le richieste di danaro, da parte di De Fanis, in particolare in occasione di un evento della Regione Abruzzo al Salone del Libro di Torino. Altre accuse mosse nei confronti dell’ex assessore riguardano l’utilizzo della macchina della Regione per andare a Roma, presso la sede delle Poste, con la finalità di raccomandare “i familiari di Lucia Zingariello”, la ex segretaria con la quale ha avuto una relazione, e poi per recarsi Bologna, per una visita medica dell’ex segretaria, ma anche a Fermo e di nuovo nella Capitale, per accompagnare i suoceri della Zingariello.

Alla lettura del dispositivo erano presenti De Fanis, difeso dall’avvocato Domenico Frattura, e Falone, assistito dal legale Angela Pennetta. Presente anche Mascitti, difeso dall’avvocato Alessandro Pomante. Le motivazioni saranno depositate il prossimo 10 ottobre.

Questa la reazione di De Fanis, in aula, subito dopo la lettura del dispositivo:

“Io mazzette non ne ho prese, ho sempre parlato di contributi elettorali, che erano due e lo stesso hanno fatto i diretti interessati. Aspettiamo di vedere le motivazioni e poi decideremo, insieme al mio avvocato, per un eventuale appello”.

Queste, invece, le parole a caldo di Andrea Mascitti:

“E’ un momento importante, dopo tutti questi anni. Mi sento sollevato e risarcito dalla giustizia. Riflettevo su questo percorso che ho fatto e che è stato difficile, ma che rifarei da capo perchè credo che la verità renda liberi. Io ho fatto questo, ho detto solo la verità e dunque sono felice che ci sia stata giustizia”.

Mascitti, diplomato in pianoforte al Conservatorio e in passato organizzatore di eventi culturali, nei mesi scorsi raccontò che, dopo la sua denuncia, nessuno ha più voluto lavorare con lui:

“C’è gente che non vuole lavorare con me per quello che ho fatto, ovvero perchè sono così, perchè cerco di essere corretto  nella vita. Io continuerò ad essere così, perchè sono me stesso e non posso cambiare per fingere di essere qualcun altro. Quindi spero che gli altri si rendano conto che nella vita ci sono dei valori e dei principi, come la lealtà e la sincerità, perchè io seguirò sempre quella strada. Prima organizzavo grandi eventi e adesso invece mi occupo della gestione di un distributore di benzina. Spero più avanti  di riprendere a fare l’attività che facevo prima. Sono stato isolato e questo è stato veramente terribile per me, perchè ho dovuto ricostruire completamente la mia vita. Adesso voglio tornare a cercare di essere quello che ero prima, perché ho detto semplicemente la verità e sono una persona normale che vive la sua via cercando di essere corretta”.

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