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Teramo, vertenza Hatria: Renzi ingaggia il viceministro. Lolli: “Faremo il possibile”

Teramo, vertenza Hatria: Renzi ingaggia il viceministro. Lolli: “Faremo il possibile”


TERAMO, 25 ottobre – Chi si aspettava una qualche novità dal tavolo  ministeriale è rimasto molto deluso. Perché nonostante la piena disponibilità mostrata da tutte le parti in causa l’Hatria è rimasta ferma sulle sue posizioni, rifiutando anche solo di sospendere l’efficacia dei 55 licenziamenti.  Con il tavolo odierno che si è concluso con un nulla di fatto, dunque, se non un generico impegno a continuare a cercare un accordo.

All’incontro, che si è svolto questo pomeriggio e che ha visto una delegazione di lavoratori in picchetto davanti al Mise, oltre ai sindacati e all’azienda hanno partecipato anche il viceministro Teresa Bellanova, ingaggiata da Renzi, rappresentanti di Confindustria Teramo e il vicepresidente della Regione Giovanni Lolli.

Ma nonostante l’impegno di tutti non si è registrata alcuna novità. L’azienda è infatti rimasta ferma sulle sue posizioni, nonostante il Ministero abbia messo sul tavolo diversi tentativi di mediazione, tra cui anche  la possibilità di allungare di un anno gli ammortizzatori sociali, e alla fine il tavolo ha visto le parti sottoscrivere un generico verbale in cui l’azienda, pur non bloccando la procedura, si è impegnata, nel caso in cui nei prossimi giorni si riesca a trovare un accordo, a revocare parte dei licenziamenti.

“L’azienda ha mantenuto il suo atteggiamento di chiusura – ha commentato Giampiero Dozzi della Cgil – domani sottoporremo quanto emerso al tavolo all’assemblea dei lavoratori e decideremo il da farsi”.

Sulla stessa linea Serafino Masci, della Cisl:

“Ci aspettavamo qualche novità concreta e invece da parte dell’azienda non c’è stato nessun passo avanti. La discussione è rimasta blindata, c’è solo un generico impegno a revocare parte dei licenziamenti se entro il 10 si arriva ad un accordo”.

Preoccupato anche il vicepresidente Giovanni Lolli:

“Al tavolo c’era anche il viceministro, ed è una cosa inusuale perché nelle vertenze non capita spesso. C’era ingaggiata da Renzi dopo aver incontrato i lavoratori. L’azienda, pur stimolata, non ha presentato novità ed ha rifatto il suo discorso. Il viceministro ha messo a disposizione strumenti molto importanti, compresa la possibilità di allungare di un anno gli ammortizzatori sociali. Alla fine abbiamo firmato un verbale in cui l’azienda non blocca la procedura di licenziamento, ma si impegna, nero su bianco, se i prossimi giorni si dovesse arrivare ad un accordo, anche grazie agli strumenti introdotti, a revocare i licenziamenti”.

Un impegno generico che non sembra sortire rassicurazioni:

“Rimango estremamente preoccupato – ha detto Lolli – e non voglio dare nessuna forma di illusione, perché la situazione è molto seria. Se c’è uno spiraglio, però, ci proveremo fino in fondo. Ci batteremo fino all’ultimo”.

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