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Terremoti, maltempo e disastri: l’Abruzzo si dota del Piano delle maxi-emergenze sanitarie

Terremoti, maltempo e disastri: l’Abruzzo si dota del Piano delle maxi-emergenze sanitarie

PESCARA, 2 maggio – Fare il punto sullo stato del rischio in Abruzzo, da quello sismico a quello chimico-industriale, da quello relativo a incendi, neve e valanghe alla viabilità, ed individuare le strategie di risposta sanitaria in caso di maxi-emergenza e maxi-evento, nell’ambito più ampio del quadro di emergenze di Protezione civile. E’ il Piano regionale delle maxi-emergenze sanitarie, strumento previsto con una legge nazionale del 2016 e di cui la Regione Abruzzo si è dotata. 

Il documento, redatto dall’Ufficio del Referente Sanitario Regionale per le Emergenze (Rsr Abruzzo) in collaborazione con l’Ufficio Emergenza-Urgenza del Dipartimento Salute e Welfare, è stato approvato dal Crea (il Comitato Regionale Emergenza-Urgenza). Al suo interno, oltre alle strategie di risposta, viene fatto anche il punto sullo stato del rischio in regione, da quello sismico a quello chimico-industriale, da quello relativo a incendi, neve e valanghe alla viabilità.

Il Piano è stato presentato stamani dall’assessore alla Programmazione sanitaria, Silvio Paolucci, e dall’Rsr, Alberto Albani, direttore del pronto soccorso e medicina d’urgenza dell’ospedale di Pescara, che ha ricevuto la relativa nomina.

Dal terremoto dell’Aquila alle varie emergenze sisma, dalla neve e dagli incendi del 2016 e del 2017 alla tragedia dell’hotel Rigopiano di Farindola, l’Abruzzo continua ad essere un’area associata a rilevanti rischi emergenziali, causati e amplificati dalle caratteristiche geologiche, ambientali e antropiche del territorio. L’elevata rischiosità ha reso quindi necessaria la definizione di una cornice di intervento fondata su conoscenze e prassi condivise. Al vertice della catena di comando sanitaria c’è proprio l’Rsr, organo regionale autorizzato alla movimentazione di strutture e risorse sanitarie regionali in occasione di maxi-emergenze, nonché all’attivazione della Cross (Centrale remota operazioni di soccorso sanitario) e alla gestione della comunicazione con la Direzione Comando e Controllo di Protezione Civile (Dicomac), laddove attivata.

Il Piano, anche alla luce della recente emanazione del “Codice della Protezione civile”, detta inoltre le linee di condotta per la redazione omogenea dei piani di presidio Peimaf (massiccio afflusso di feriti) e Peivac (evacuazione), oltre che per la gestione di eventi Nbcr (nucleare, biologico, chimico e radiologico) e di emergenze di tipo trasfusionale e veterinario. Con il Piano, la Regione istituisce anche il gruppo di coordinamento denominato Noes (Nucleo Organizzativo di Emergenza Sanitaria), abilitato a svolgere il censimento delle dotazioni, la formulazione di proposte tecniche per la formazione degli addetti, la definizione del fabbisogno di presidi e attrezzature uniformi (come i Posti Medici Avanzati) e la comunicazione di rete con gli attori pubblici (Anci, Asl, Comuni, Prefetture) e privati (Soccorso Alpino, associazioni di volontariato del circuito sanitario e di Protezione Civile).

Nella gestione delle emergenze, un ruolo strategico è riconosciuto ai presidi ospedalieri dislocati sul territorio, chiamati a intervenire sulla base delle articolazioni e specializzazioni già definite nel piano di riorganizzazione della rete ospedaliera.

I pronti soccorso saranno le strutture organizzative deputate a effettuare in emergenza-urgenza stabilizzazione clinica, procedure diagnostiche, trattamenti terapeutici, ricovero oppure trasferimento urgente al Dea di livello superiore di cura, secondo protocolli concordati per patologia. Allo stesso modo, in tutti gli ospedali, saranno stoccati materiali tecnici e sanitari da utilizzare in caso di necessità.

E’ stato previsto, inoltre, l’acquisto di quattro Posti medici avanzati (Pma), strutture mobili e modulabili a seconda delle necessità, che in pochi minuti possono essere montate nei luoghi dove dovesse verificarsi l’emergenza.

“Con questo strumento – sottolinea Paolucci – l’Abruzzo si pone tra le regioni italiane dotate di un piano avanzato per la risposta sanitaria agli eventi di maxi-emergenza. Il costante presidio della dotazione sanitaria strutturale e infrastrutturale regionale, infatti, ci consentirà di fare fronte all’improvviso gap che un evento calamitoso è in grado di creare tra offerta territoriale e domanda di salute e di soccorso”.

Albani spiega che “il punto principale è quello di aver fatto un’analisi di tutti i rischi dell’Abruzzo e poi di aver messo sù una rete in grado di rispondere all’emergenza. Una rete – sottolinea – basata su mezzi e formazione comuni a tutte le Asl”. Sul fronte dei rischi presenti sul territorio regionale, il Rsr sottolinea che “purtroppo possono essere molteplici perché l’Abruzzo è un po’ considerato l’Israele d’Italia: un territorio molto fragile e, purtroppo, possiamo attenderci di tutto”.

Intanto sabato a Pescara si svolgerà un convegno con i massimi esperti internazionali di maxi-emergenze, nel corso del quale verrà presentato il nuovo Piano.

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