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Terremoto, non si placano le polemiche sulla Grandi Rischi. E sul territorio è panico

Terremoto, non si placano le polemiche sulla Grandi Rischi. E sul territorio è panico

L’AQUILA, 23 gennaio – Mentre continua la sequenza sismica a far paura, adesso, sono soprattutto  le ultime dichiarazioni della Commissione Grandi Rischi, che sembrano aver scatenato un vero e proprio panico.  L’ultima in ordine di tempo, sulla quale successivamente la commissione ha aggiustato il tiro, è quella su eventuali pericoli legati alla diga di Campotosto. Dichiarazioni che hanno portato il consigliere regionale del M5S Riccardo Mercante a chiedere l’ immediata attuazione della “risoluzione sulla messa in sicurezza delle dighe del lago di Campotosto senza perdere nemmeno un minuto di tempo”.

“Su cosa potrebbe accadere nel caso in cui un forte sisma si localizzasse proprio sotto il lago, ancora oggi, non c’è nessuna certezza tanto che ho ritenuto necessario, dopo il terremoto dello scorso 24 agosto, presentare immediatamente una risoluzione per chiedere alla Regione di intervenire una volta per tutte verificando l’effettiva capacità di resistenza delle dighe e di eventuali terrapieni ma, soprattutto, predisponendo un sistema di allarme che, in caso di pericolo, possa informare tempestivamente i Comuni interessati dal rischio esondazione”.

Risoluzione approvata all’unanimità ma rimasta lettera morta.

“Un fatto gravissimo visto quanto accaduto nei mesi scorsi e, soprattutto, quanto sta accadendo in questi giorni in cui il maltempo e le nuove scosse stanno aumentando considerevolmente i rischi. Proprio perché non è assolutamente possibile prevedere una catastrofe naturale  proprio perché non c’è, ancora, nessuna certezza su cosa potrebbe accadere alle dighe, è necessario garantire la massima sicurezza al territorio ed ai cittadini. Per questo chiedo alla Regione di non dormire sugli allori e di non affidarsi ciecamente alle rassicurazioni dell’Enel. Intervenire prima, mettendo in atto le opportune misure precauzionali, è l’unico modo che abbiamo per evitare che si ripetano nuovamente  tragedie come quella del Vajont o quella che ci ha colpiti duramente in questi giorni di Rigopiano”.

Sulla situazione della diga è intervenuta anche la Protezione civile tramite il direttore dell’ufficio emergenze Titti Postiglione.

“Campotosto è un impianto importante. La diga già dopo il sisma del 2009 è stato oggetto di valutazioni. Esiste una procedura che dopo ogni sisma richiede controlli, ed è avvenuto ogni volta. L’allarme generato da alcune dichiarazioni del presidente della Commissione Grandi Rischi ci ricorda che il problema esiste e che si deve continuare a tenere sotto osservazione questa criticità”.

Postiglione ha poi ribadito come non ci siano allarmai immediati e come l’Enel abbia comunque proceduto ad un ulteriore svuotamento dell’invaso.

CAMPOTOSTO, L’ESPERTO: DIGA PROGETTATA PER RESTIRE A TERREMOTI FINO A 7 DI MAGNUTUDO

Anche in caso di forti scosse non ci sarebbe alcun rischio per la diga di Campotosto. Ad affermarlo l’ingegnere Francesco Napolitano, esperto di costruzioni idrauliche e docente alla Sapienza, per il quale la diga di Campotosto, così come le 541 grandi dighe italiane, è progettata per resistere a terremoti fino a magnitudo 7. Secondo l’esperto, dunque,che sottolinea come il terremoto dell’Aquila abbia avuto un epicentro più vicino rispetto agli ultimi terremoti,  la presenza di una faglia a 300 metri dalla diga non costituirebbe un pericolo

TERREMOTO , INTERROGAZIONE MELILLA  SU DIGA CAMPOTOSTO

Dopo le dichiarazioni della commissione Grandi Rischi sulla diga di Campotosto, la questione arriva anche al centro di un’interrogazione a risposta scritta del deputato di Sinistra Italiana Gianni Melilla. Interrogazione in cui il deputato chiede al presidente Gentiloni, anche alla luce delle preoccupazioni che si registrano sul territorio di Teramo e L’Aquila, “cosa intenda fare per chiarire l’effettivo rischio per la popolazione e cosa stia  predisponendo per la sicurezza del lago di Campotosto oltre a quali misure abbia già assunto l’Enel per la messa in sicurezza del lago e delle dighe“.

TERREMOTO, GLI STUDENTI DEL COTUGNO CHIEDONO CERTEZZE

Intanto, mentre nell’aquilano la terra continua a tremare, a preoccupare è la vulnerabilità sismica delle scuole. Tanto che gli studenti del Liceo Cotugno, con un documento sottoscritto dai loro rappresentanti, chiedono chiarezza alle istituzioni competenti sulla condizione dell’edificio.

“Una settimana fa siamo stati convocati ad una riunione in presenza del sindaco, della Provincia e della Regione durante la quale, per farvela  breve, le istituzioni, senza minimamente porre attenzione sui dati di vulnerabilità sismica della nostra struttura, hanno dato per certo la necessità di un urgente spostamento della nostra scuola in un’altra sede. Ad oggi invece ci troviamo di fronte a pareri contrastanti e contraddittori da parte delle stesse persone che una settimana fa avevano dato la questione per assodata”.

Pareri contraddittori che preoccupano moltissimo gli studenti, che chiedono di essere messi a conoscenza di come stanno realmente le cose.

“Se questi dati che, ci teniamo a precisare, sono in possesso della Provincia da 4 anni, fossero veritieri, come molti dicono, significherebbe che viviamo  una situazione di grande pericolo. Indipendentemente da quella che è la natura di questi dati, ognuno di noi, in qualità di studente, ha diritto di godere, nella maniera più sicura e serena possibile, del suo imprescindibile diritto allo studio”.

Oggi, intanto, il Liceo è rimasto chiuso per consentire un nuovo sopralluogo della Protezione Civile.

“Ne approfitteremo per chiedere un ulteriore parere sulla questione della vulnerabilità sismica. Questo significa che avremo a disposizione più tempo per fare chiarezza sui provvedimenti che abbiamo intenzione di prendere come corpo studentesco – scrivono gli studenti, che aggiungono – Pretendiamo risposte chiare e nette e, alla luce anche delle ultime preoccupanti dichiarazioni della Commissione Grandi Rischi in merito all’attività sismica nel nostro territorio, non permetteremo nè ora nè mai che si giochi sulle nostre vite”.

L’AQUILA, CREPE POST SISMA ALLA AFM, I DIPENDENTI SI RIFIUTANO DI ENTRARE

Dieci dipendenti dell’Azienda farmaceutica municipalizzata di L’Aquila si sono rifiutati di entrare a lavoro perché spaventati dalle crepe che si sono formate in diversi punti dei locali dell’Afm dopo le ultime scosse. A renderlo noto l’Ugl, che in una nota del segretario provinciale Giuliana Vespa chiede prima di tutto una sede sicura per i dipendenti amministrativi.

“La sede della Afm, come da noi più volte ribadito anche in sede prefettizia il 19 dicembre 2014, non è stata mai oggetto dei lavori di ristrutturazione post-sisma. In quella sede ci fu detto che lo stabile che ospita l’Afm aveva ottenuto la agibilità parziale con classificazione ‘B’ e che era stato interessato, quale proprietario dell’immobile, il Comune per i lavori di ristrutturazione, mai avvenuti”.

RIAPERTI I LABORATORI DEL GRAN SASSO

Dopo la chiusura in seguito al terremoto del 18 gennaio e alle nevicate, i Laboratori Nazionali del Gran Sasso dell’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare  hanno ripreso la loro piena operatività. Al riguardo l’Infn ha sottolineato come non siano stati i registrati danni alla strumentazione scientifica o alle infrastrutture di ricerca.

DISAGI ALL’OSSERVATORIO ASTRONOMICO TERAMANO PER IL TERREMOTO E IL MALTEMPO 

Resta difficile, ancora oggi, la situazione dell’osservatorio dell’Istituto nazionale di astrofisica a Teramo, senza riscaldamento e senza elettricità dal 18 gennaio, con il rischio di interruzione dell’acqua corrente e con i cellulari fuori uso. A segnalarlo il direttore dell’osservatorio, Roberto Buonanno che sottolinea come nonostante le difficoltà siano stati mantenuti impegni e scadenze.

IL SINDACO DI TERAMO SCRIVE A GENTILONI

Dopo le dichiarazioni della commissione Grandi Rischi, che ieri aveva fortemente stigmatizzato, il sindaco di Teramo Maurizio Brucchi ha preso carta e penna e ha scritto al presidente del consiglio, al Ministro delle infrastrutture, al capo della Protezione Civile e allo stesso presidente della commissione. Perché a questo punto, i sindaci, vogliono rassicurazione anche sui controlli negli edifici pubblici.  “Lo scrivente è un Sindaco di un territorio, il Comune di Teramo, fortemente colpito dagli eventi sismici che si sono succeduti negli ultimi mesi. Relativamente al patrimonio pubblico ed in particolare a quello scolastico ho seguito una linea di comportamento secondo la quale  dopo ciascun evento sismico ho provveduto a far  effettuare dalla Protezione Civile le opportune verifiche sui 32 plessi scolastici del territorio  comunale e riaperto tutti gli edifici scolastici che avevano un esiti di favorevole e di usabilità della struttura“, scrive Brucchi, che ricorda dome il patrimonio scolastico del Comune di Teramo presenti indici di vulnerabilità che vanno dallo 0,2 a 0,9. “Dopo la scossa di pochi giorni fa, ho avviato le nuove verifiche, in tutti i plessi scolastici e in tutti gli immobili di proprietà comunale come da procedura fino ad ora utilizzata. In attesa del loro esito, una questione si pone in tutta la sua urgenza, relativa anche al comunicato della commissione Grandi Rischi che prevede la possibilità di eventi sismici fra il 6° e 7° grado in vaste aree dell’Appennino Centrale, Teramo compresa: la procedura per la riapertura degli edifici pubblici, scuole comprese, che ho seguito fino ad oggi e che sto seguendo anche in questo caso è corretta?  chiede il sindaco –  Il sistema della Protezione Civile Nazionale e la commissione Grandi Rischi  mi indichi come mi devo regolare rispetto a queste soglie di vulnerabilità, per continuare a ritenere utilizzabili le scuole e gli stessi edifici pubblici del nostro territorio“.

IL DEPUTATO DI SCELTA CIVICA GIULIO SOTTANELLI PRESENTA DUE INTERROGAZIONI ALLA CAMERA

Il Governo deve accendere sul serio i fari su quanto sta accadendo in Abruzzo, finora questo non è avvenuto come doveva invece essere. Gentiloni venga in Abruzzo al più presto, vada a Rigopiano e venga in provincia di Teramo dove la gente è morta di freddo in montagna ed è rimasta isolata per giorni. Venga a visitare la montagna teramana, devastata dal terremoto, dallo spopolamento e ora dalla neve”

A chiederlo è il deputato di Scelta Civica Giulio Sottanelli che ha annunciato due interrogazioni alla Camera: la prima sulla comunicazione rilasciata dalla Commissione Grandi Rischi e sull’allarmismo che sta provocando, per sapere “quali iniziative e provvedimenti intenda mettere il campo il governo e quali indicazioni debbano seguire gli amministratori locali per la gestione della sicurezza pubblica e delle infrastrutture” e la seconda sul black out elettrico.

 

 

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