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Pescara, detenuto si impicca in carcere

Pescara, detenuto si impicca in carcere


PESCARA, 17 maggio – Si è impiccato in una cella del carcere di Pescara un detenuto italiano di 41 anni.

L’uomo, M.R., è stato trovato già esanime dagli agenti della Polizia penitenziaria, che hanno subito lanciato l’allarme. I suoi compagni di cella, che stavano dormendo, non si sono accorti di nulla.

Nella casa circondariale sono intervenuti i soccorritori, ma per il 41enne non c’è stato niente da fare. L’uomo aveva problemi di tossicodipendenza ed era depresso per ragioni personali.

“Questo nuovo drammatico suicidio evidenzia come i problemi sociali e umani permangano all’interno del carcere”:  dichiara, in una nota, il segretario generale del Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria (Sappe), Donato Capece, commentando la vicenda.

“Il suicidio è la causa più comune di morte in carcere. L’uomo si è suicidato ieri sera – scrive Capece – Nemmeno i compagni di cella si sono accorti della tragica scelta, posta in essere impiccandosi alle sbarre della finestra. L’uomo aveva avuto altre detenzioni, sempre legate allo spaccio di droga.  Da tempo il Sappe denuncia, inascoltato, che la sicurezza interna è stata annientata da provvedimenti scellerati come la vigilanza dinamica e il regime aperto,. Lasciare le celle aperte più di 8 ore al giorno senza far fare nulla ai detenuti è controproducente perché li lascia  nell’apatia: non riconoscerlo è essere demagoghi e ipocriti”.

E il segretario provinciale, Felice Rignanese, aggiunge:

“Questi episodi per noi e per il nostro lavoro rappresentano una sconfitta”.

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