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Zeman: “Mi ero dimesso il primo settembre, sul mercato non fatto quanto avevo chiesto”

Zeman: “Mi ero dimesso il primo settembre, sul mercato non fatto quanto avevo chiesto”

PESCARA, 16 dicembre – Terremoto Zeman alla vigilia della gara contro il Novara. Con la sua consueta calma, il tecnico boemo svela un importante retroscena, fornendo una chiave di lettura del tutto nuova sull’attuale stagione del Pescara. Nuova, anche se ampiamente immaginabile. “Io non mi sono dimesso dopo la sconfitta a Cesena – ha detto Zeman, riferendosi alle voci circolate nei giorni scorsi -. Io ho dato le dimissioni il primo settembre, poi sono stato convinto dalla società a continuare e sto continuando cercando di fare il meglio possibile”. Parole destinate a far discutere.

L’allenatore del Pescara spiega:

“Quando sono arrivato, a marzo, c’erano altri progetti. Bisognava valutare cosa tenere e cosa cambiare. Siamo andati a fare la preparazione con 42 giocatori, che sono troppi. Poi ne sono rimasti 34 e si lavora con difficoltà. Almeno io non ci riesco. Ma questo lo dico da tanto tempo. A fine campionato scorso avevo fatto una lista di giocatori che dovevano restare e di giocatori che dovevano andare via, però i progetti non sono serviti a nulla e non sono stati fatti gli acquisti mirati che ritenevo necessari per essere competitivi. Non sono pentito di essere rimasto, ma si lavora con difficoltà ed è normale che ci sono problemi”.

Sul presidente Sebastiani dice:

“Con lui sto benissimo a tavola, ma sul calcio abbiamo punti di vista molto diversi. La vediamo in modo completamente diverso”.

Zeman, nonostante la fiducia a tempo, probabilmente condizionata al risultato di domani contro il Novara, guarda comunque avanti:

“In vista di gennaio chiederò di sfoltire la rosa e di inserire qualche nuovo elemento. Se certe operazioni non sono state fatte in estate, però, è difficile farle a gennaio”.

Parole sibilline su Ganz, indisponibile per la partita contro il Novara:

“Bisogna prendere per buone le parole del giocatore. Lui dice che ha dolore alla pianta del piede, anche se dagli esami clinici non si vede nulla”.

La sua diagnosi sui mali della squadra è netta e tranciante:

“A questo gruppo manca la fame di vittoria”.

Infine uno sguardo alla gara di domani, che si annuncia decisiva per il futuro del tecnico:

”È stata una settimana come le altre. Ogni vigilia è delicata perché poi si va in campo e si gioca. Proietti torna a disposizione, mentre non ci saranno gli infortunati di lunga data e Valzania, che è squalificato”.

Quanto agli avversari:

“Il Novara è una classica squadra di serie B, molto solida dietro e dovremo essere noi a fare la partita. Ci manca la concentrazione, perché andiamo tanto avanti ma concretizziamo pochissimo”.

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