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Canzano, truffa del terremoto: chieste condanne per quasi 8 anni

Canzano, truffa del terremoto: chieste condanne per quasi 8 anni


TERAMO, 25 ottobre  – Secondo la Procura, strumentalizzando la normativa sui danni del terremoto del 2009 nei comuni fuori cratere, avrebbero tentato di mettere in atto delle truffe, riuscendo almeno in un caso nell’intento, con il solo obiettivo di guadagnare soldi facili. Accuse che questa mattina, nell’ambito del processo sul post sisma a Canzano, hanno visto il pm Stefano Govagnoni chiedere condanne per quasi 8 anni complessivi  a carico di 5 degli 11 imputati. Per gli altri sei è stata invece chiesta l’assoluzione “per non aver commesso il fatto” o “perché il fatto non sussiste”. Dopo la requisitoria del pubblico ministero, che di fatto ha chiesto l’assoluzione per quasi tutti i casi di truffa consumata e la condanna per la maggior parte dei casi di tentata truffa e per diversi casi di falso, il processo è stato aggiornato ad una successiva udienza per la sentenza.

A processo, davanti al giudice Franco Tetto, ci sono ben 11 persone tra legali rappresentanti, amministratori, direttori dei lavori e procuratori di società appaltatrici o sub appaltatrici e professionisti, che a vario titolo ed in base alle diverse posizioni devono rispondere di reati che vanno dalla truffa alla tentata truffa fino, in alcuni casi, al falso: Rossella Marini, amministratore della Building’s Rose srl, per la quale la Procura ha chiesto l’assoluzione, Alfredo Bizarri, procuratore della medesima azienda, per il quale è stata chiesta l’assoluzione, Diego Zinnarello, titolare dell’omonima ditta esecutrice dei lavori, per il quale è stata chiesta la condanna ad 1 anno e 4 mesi ma solo per un capo di imputazione (per gli altri capi è stata chiesta l’assoluzione), Fabio Fabbri, in qualità sia di direttore di alcuni lavori  sia come professionista che aveva redatto molte delle perizie asseverate, per il quale è stata chiesta la condanna  a 2 anni ma solo per 4 capi di imputazione su 8 (per gli altri è stata chiesta l’assoluzione), Daut Faba, titolare dell’omonima ditta, per il quale è stata chiesta l’assoluzione, Rosita Estela Di Donato, amministratrice di una ditta, per la quale è stata chiesta la condanna ad 1 anno e 4 mesi per 1 capo di imputazione (assoluzione per l’altro), Mauro Marani, professionista che aveva redatto alcune perizie asseverate, per il quale è stata chiesta la condanna a 2 anni, Giorgio Di Domenico, Piergiorgio Di Carlo, professionisti, e Giovanni Di Teodoro, imprenditore, per i quali è stata chiesta l’assoluzione e Gabriele Suffiaturo, professionista che aveva redatto delle perizie asseverate, per il quale è stata chiesta la condanna ad 1 anno e 2 mesi.

Nell’inchiesta, partita dopo alcuni esposti e con le indagini delegate alla Guardia di Finanza, erano infatti finite sotto accusa sia alcune perizie asseverate che avrebbero attestato falsamente il nesso di causalità tra le lesioni e il sisma, sia alcune certificazioni prodotte dalle imprese che avevano effettuato i lavori di ristrutturazione su abitazioni realmente danneggiate dal terremoto.

In alcuni casi, secondo la Procura, nel computo metrico le imprese finite sotto accusa avrebbero dichiarato lavori superiori a quelli realmente realizzati, incassando così tutta una serie di somme non dovute.

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