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La Corte dei Conti boccia la Regione, il M5s attacca: “intervenga la Procura e Paolucci si dimetta”

La Corte dei Conti boccia la Regione, il M5s attacca: “intervenga la Procura e Paolucci si dimetta”


PESCARA, 7 dicembre – Polemica infuocata sulla relazione della Corte dei Conti, che ha rilevato numerosi “ritardi, omissioni e violazioni” da parte della Regione Abruzzo, nell’approvazione dei progetti di legge sui rendiconti.

All’attacco il capogruppo del M5s, Sara Marcozzi:

“La delibera della Sezione Regionale di Controllo della Corte dei Conti per l’Abruzzo  distrugge l’operato tecnico-politico di questa Giunta regionale. Per la seconda volta i giudici della Corte hanno segnalato enormi irregolarità alla Presidenza del Consiglio dei Ministri, paventando, nella delibera stessa, quanto disposto dall’articolo 126 della Costituzione, in merito allo scioglimento del Consiglio regionale o alla rimozione del Presidente della Giunta Regionale. Questa volta le gravità riscontrate nell’operato della Giunta, hanno mosso i giudici della Corte alla trasmissione degli atti anche alla Procura della Repubblica e alla sezione Giurisdizionale della Corte dei Conti”.

Marcozzi afferma:

“Non è più accettabile la condotta omissiva e in piena violazione delle norme che questa Giunta regionale sta attuando. E’ l’ennesima delibera con cui la sezione di parifica della Corte dei Conti denuncia le inadempienze e le violazioni di questa Giunta, che a detta dei magistrati contabili porta  Regione Abruzzo all’isolamento dal contesto delle regioni italiane”.

Il consigliere regionale dei 5 Stelle lancia l’allarme:

 “Siamo molto preoccupati per il futuro economico-finanziario della nostra regione. Mezzo miliardo di euro il disavanzo accertato al 2012 che, secondo i giudici, potrebbe essere molto più elevato. Il governo regionale ha avuto 30 mesi per sistemare i conti ma, evidentemente, non c’è la volontà politica di riportare legalità e ordine nei bilanci. La stessa Corte, infatti, definisce il bilancio come poggiato su una totale astrazione della realtà finanziaria”.

Infine Marcozzi si chiede:

“Il Presidente D’Alfonso etichetterà anche i giudici della Corte dei Conti come denuncisti e pozzangheristi? ‘La reiterata e pervicace violazione dei principi volti al coordinamento della finanza pubblica’, come la definisce la Corte, lascerà sicuramente gravi difficoltà a coloro che dovranno amministrare questa regione dopo il disastro di questa Giunta. Auspichiamo un tempestivo intervento da parte del Presidente della Repubblica e delle Procure competenti. Nel frattempo, viste gli evidenti limiti tecnico-gestionali della Giunta D’Alfonso, chiediamo le dimissioni dell’Assessore Paolucci.”

A stretto giro arriva la replica dell’assessore Silvio Paolucci:

“La relazione della Corte dei Conti sembra omettere completamente la misurazione dell’impegnativo lavoro svolto in questi 29 mesi su un fronte problematico contabile e documentale che noi abbiamo responsabilmente ereditato dal passato e che stiamo razionalizzando quotidianamente, come ci viene riconosciuto da autorità dello Stato centrale all’uopo dedicate come i soggetti competentissimi del Tavolo di monitoraggio. Produce oltremodo dispiacere l’uso abnorme di aggettivi demolitivi che poco hanno a che fare con una lettura tecnica ponderata e conferente, laddove il tema di cui si discute concerne la copertura finanziaria di diritti fondamentali delle persone che noi abbiamo saputo garantire con performance di qualità crescenti, come risultante dai referti dei numerosi Tavoli di monitoraggio cui abbiamo partecipato”.

L’assessore rimarca:

“Auspichiamo il verificarsi, sul piano istituzionale, di un controllo maggiormente  collaborativo, che in altre Regioni costituisce prassi consolidata e fruttuosa, per far sì che il carico degli impegni derivante dalle norme in continua evoluzione non diventi insopportabile a causa di una postura interpretativa contundente nei confronti del sistema Regione Abruzzo, che non comincia la storia dei suoi obblighi né oggi né 29 mesi fa, e anche per non prestare il fianco ad attacchi politici privi di ogni senso di responsabilità. Il ritardo nella rendicontazione non deriva da irresponsabilità bensì dal grande scrupolo che stiamo impiegando nell’effettuazione delle verifiche su un costituito contabile di una oggettiva complessità che stiamo riordinando con atti tipici assunti di volta in volta”.

 

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