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La rabbia e il dolore di papà Feniello: “Mi batterò, qualcuno pagherà” /VIDEO

La rabbia e il dolore di papà Feniello: “Mi batterò, qualcuno pagherà” /VIDEO


PESCARA, 25 gennaio – Del figlio gli rimangono pochi oggetti, si tengono stretti in una mano. Un pugno di ricordi.

Si è battuto anche con se stesso, Alessio Feniello, vittima di un’illusione atroce: gli avevano detto che Stefano era vivo, ma al pronto soccorso non è mai arrivato. Lo hanno trovato morto, dopo giorni. Mentre il padre e tutti i familiari tentavano un’ora dopo l’altra di tenere viva la speranza.

“Ho addosso orologio, braccialetto e catenina di mio figlio. Questo è ciò che mi rimane di lui. Grazie a chi? Grazie a Bruno il direttore dell’hotel? Grazie al presidente della Regione? Grazie al Prefetto? Dovete dirmi chi devo ringraziare. Mi batterò fino alla fine, a costo di vendere tutto ciò che ho. Ma qualcuno dovrà pagare. Ho bisogno di avere giustizia, voglio sapere chi sono i responsabili”. dice Papà Feniello.

Si fa e fa agli altri tante domande, accusa:

“Chi doveva intervenire prima della tragedia a recuperare quelle persone lassù in montagna? – si chiede – Chi sono i responsabili? Chi deve evitare che accada questo nel 2017? Non dovevano farli salire. Mio figlio prima di partire ha mandato una mail all’hotel che gli ha risposto di non preoccuparsi perché garantivano il servizio. Al cantante del Volo, Gianluca Ginoble, invece, lo stesso giorno l’hotel ha mandato un messaggio in cui consigliavano di non andare. È una vergogna. Il sindaco ha chiuso le scuole per la neve, ma non ha chiuso l’hotel. Perché?”.

Ma quello che pesa di più è quella speranza vissuta invano, quell’essere precipitato dal sollievo all’angoscia, attraverso un’illusione lunga ore. Ce l’ha con:

“un Prefetto che mi viene ad annunciare la sera che tra i cinque nomi dei superstiti c’è anche quello di mio figlio e che fino alla sera del giorno dopo non ha la dignità e il coraggio di venirmi a dire ‘ci siamo sbagliati’. Gli ho chiesto informazioni e mi ha risposto con arroganza, mi ha liquidato come uno straccio. Che persone sono queste? A chi paghiamo lo stipendio? A delle persone disumane”.

Il corpo di Stefano ora verrà sottoposto ad autopsia e la famiglia ha già nominato un perito di parte.

Sarà lui a dover raccontare la verità più difficile, quella che la madre ha chiesto di sapere parlando coni  Vigili del Fuoco che hanno recuperato Stefano: come è morto e se ha sofferto.

C’è una famiglia intera sospesa in attesa di sapere. E c’è Francesca, la fidanzata, la donna con cui Stefano aveva deciso di sposarsi. Stavano già scegliendo il ristorante, ma quel sogno è stato spazzato via.

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