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Nuova Pescara, il Comune di Montesilvano boccia la proposta di legge regionale per la fusione  

Nuova Pescara, il Comune di Montesilvano boccia la proposta di legge regionale per la fusione  


MONTESILVANO, 24 gennaio – E’ con 14 voti a favore, 3 contrari  e un astenuto, e il Movimento 5 stelle che ha abbandonato l’aula, che il Comune di Montesilvano ha approvato la delibera con cui ha espresso parere contrario in merito alla proposta di legge regionale per la fusione con i Comuni di Spoltore e Pescara.  Una bocciatura che per il sindaco Francesco Maragno non è certamente un no al progetto della Nuova Pescara, bensì un voto contrario alla proposta di legge così come è stata formulata.

“Il voto di oggi – spiega Maragno – non è un voto contro la volontà popolare, che come sappiamo, si è espressa favorevolmente sul progetto di fusione,  bensì è un voto contrario alla proposta di legge così come ci è stata presentata dal governo regionale. La fusione dei Comuni di Montesilvano, Spoltore e Pescara rappresenta un unicum non solo a livello regionale, ma anche a livello nazionale. I fenomeni di accorpamento che si sono già conclusi sul territorio nazionale hanno riguardato Comuni di classe demografica decisamente più ridotta”.

A non convincere è soprattutto la  tempistica dettata dal governo regionale, con il progetto di legge, depositato il 5 febbraio 2016 di fatto trasmesso ai tre Comuni nel novembre 2017, ossia quasi due anni dopo.

“L’esecuzione così repentina della fusione  – si legge nella delibera –   correrebbe il rischio di compromettere il conseguimento dei vantaggi attesi, procurando potenziali danni, in mancanza di un’accurata analisi e pianificazione preliminare condivisa”.

Una situazione a fronte della quale il Comune di Montesilvano ha deciso di esprimere parere contrario alla relativa proposta di legge:

“In qualità di amministratori –  specifica il primo cittadino –  abbiamo il dovere di garantire servizi efficienti ai cittadini. La tempistica così ristretta, invece, produrrebbe esattamente l’effetto contrario, inficiando efficienza ed efficacia dell’azione amministrativa. A ciò aggiungiamo che la fusione dei 3 Comuni, darà vita ad una realtà comunale di circa 190.000 abitanti, un numero ben inferiore al tetto dei 250.000 abitanti necessario per ottenere le agevolazioni finanziarie previste dalla legge. Il termine fissato entro il 1 gennaio 2019 dalla proposta 206 del 2016  darebbe vita anche a situazioni paradossali”.

Maragno cita come esempio la rappresentanza dei tre territori in seno agli organi della Provincia di Pescara:

“Ai sensi della legge 56 del 2014, la cessazione dalla carica di consigliere comunale comporta la decadenza da consigliere provinciale e, inoltre, impedisce la candidatura alle elezioni provinciali previste per il mese di Gennaio 2019. Per tutte queste ragioni, riteniamo opportuno definire un progetto di fusione che preveda un percorso graduale di aggregazione. Ecco perché abbiamo voluto esprimere parere contrario al progetto di legge n.206 del 2016,   manifestando la disponibilità a partecipare, congiuntamente ai competenti organi regionali e comunali di Pescara e Spoltore alla redazione di una nuova proposta di legge regionale, con modalità e termini che rispettino una gradualità del processo di fusione. Non vogliamo subire questo processo. Siamo una comunità che intende essere sentita e che vuole svolgere un ruolo da  protagonista nel percorso decisionale virtuoso che porterà alla fusione”.

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