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Omicidio Bucco, gip si riserva di decidere se archiviare. I familiari: “Indagate più a fondo”

Omicidio Bucco, gip si riserva di decidere se archiviare. I familiari: “Indagate più a fondo”

PESCARA, 24 novembre – L’omicidio di Nicola Bucco, l’uomo ucciso con tre coltellate il 14 novembre del 2012, nella sua abitazione al piano terra di via Leopardi a Pescara, rischia di restare senza un colpevole. Il gip del tribunale di Pescara, Nicola Colantonio, questa mattina si è riservato di decidere in merito alla richiesta di archiviazione presentata dal pm Gennaro Varone. Spetterà a lui valutare se è possibile scrivere la parola fine sul caso o se invece ci sono i margini per indagare più a fondo.

I sospetti degli inquirenti si erano inizialmente concentrati su Giuseppe Del Rosario, ex-custode del mercato di piazza Malta a Chieti e proprietario di una piccola barca al porto di Pescara, e in seguito su Emilio Massacese, fratello maggiore di Vittorio, il titolare del baretto del porto che aiutava Bucco a pagare l’affitto e che quel mercoledì di novembre rinvenne il cadavere dell’amico. Il terzo uomo sul quale si erano concentrate le indagini è invece il marinaio tunisino, residente a Francavilla, Rafik Ben Amri.

Varone aveva chiesto l’archiviazione, perché “ogni verifica di traccia biologica che potesse legare una delle persone sospettate al luogo del delitto e’ stata negativa” e inoltre “non sembra vi sia la ragionevole possibilita’ di elevare ad alcuno una imputazione che possa essere ragionevolmente sostenuta in dibattimento”. Nell’udienza di questa mattina, per tutti e tre gli indagati, il pm ha confermato la richiesta di archiviazione, ponendo in particolare l’accento sulla posizione di Del Rosario, che a giudizio di Varone risulta completamente estraneo alla vicenda.

L’avvocato di Massacese, Maurizio Di Lallo, ha invece presentato una memoria difensiva di cinque pagine, spiegando tra le altre cose che il suo assistito, sulla base della ricostruzione della dinamica del delitto, era troppo basso, rispetto a Bucco, per essere nelle condizioni di sferrare le coltellate che hanno raggiunto la vittima. Un elemento che è stato subito raccolto dal legale Alberto Faccini Caroppo, che insieme all’avvocato Enrico Della Cagna assiste la famiglia Bucco, per sostenere la necessità di un approfondimento delle indagini, “dal momento che non sono state compiute perizie specifiche in merito all’altezza potenziale dell’omicida”. Più in generale i due legali chiedono che sia disposta “l’integrazione delle attività di indagine compiute” e “un’attenta verifica di aspetti che non possono essere giustificati d’ufficio semplicemente secondo parametri di verosimile convinzione”.

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